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“Amore senza sogni” di Giorgio Gèorge Medda

marzo 21st, 2011 // 8:16 pm @

 

AMORE SENZA SOGNI

L’amore senza sogni
ha un brutto carattere
è brumo e spigoloso
come una mattina senza sole
e sembra che ogni vento se lo porti via
la balia che non trattenne il suo latte
è  così lontana nel tempo
ma perchè non lasciare il domani ai suoi confini
e lasciarsi avvolgere dai sogni
prima che il cielo diventi troppo grigio
donarsi ad un tempo celato negli sguardi
crogiolarsi al sole di quel cucciolo rapito
quel tempo immobile rapace che ti porta in alto
sensi e fiato malati d’assenza di emozioni
rigurgitano parole che sanno di eterno
ma chiuse tra pareti di paura e scoramento
il ciglio è troppo breve sul baratro
che stenti a guardare per non morire
ma morire per amore è una forma di bellezza
un calice prezioso
un coraggioso atto di viltà,
come non sognare?
 
(ggm)

Category : Poesia

La Primavera ci sorride…!

marzo 19th, 2011 // 11:16 am @

 

Lucrezio, nell’incipit del suo poema invoca Venere, la dea dell’amore e della vita, che con i venti di primavera ridà forza ed energia alla natura: il suo apparire primaverile infonde in tutti gli esseri il desiderio di riprodurre, la magia della vita.

Il provenzale Bernart de Ventadorn nella sua lirica, Canzone di Primavera, associa la gioia della natura al sentimento gioioso del suo animo innamorato, infatti la rinascita primaverile della natura è un tema frequente nella poesia dei trovatori provenzali; a volte però l’armonia appare in lacerante contrasto con lo stato d’animo del poeta; contrasto che emerge anche in Lucrezio, quando alla presenza di Venere, (l’amore, la pace) viene affiancata la figura di Marte, (la morte, la guerra).

Tuttavia la Primavera è la stagione del risveglio della natura. L’improvviso sbocciare dei fiori, il volo degli uccelli migratori che  ritornano,  la gioiosa danza di accoppiamento degli animali, hanno sempre rappresentato un richiamo ancestrale molto potente, oltre che una fonte di inesauribile ispirazione per poeti e artisti.

Il simbolo della primavera è il tenero trifoglio, mentre i suoi colori sono tutte le tinte pastello e in particolare il rosa, che ci ricorda i rami dei peschi in fiore.

Dato che tutti vibrano nella stessa energia della natura, anche gli esseri umani, come gli animali e le piante, sperimentano in primavera un desiderio di apertura, che spinge a fare nuovi progetti, a creare nuovi scambi, a desiderare nuovi incontri.

E’ un po’ come che si risvegliasse, ogni volta, con l’arrivo della primavera, l’emozione della giovinezza, con tutto il carico di inquietudine, curiosità e allegria che la caratterizza.

E così anche noi siamo chiamati a rinascere a noi stessi, come fa la natura, a rinnovarci, a lasciare indietro le tristezze invernali per guardare alla nostra vita da una nuova e più luminosa prospettiva!

Category : Pensieri Sparsi

Primavera

marzo 19th, 2011 // 10:57 am @

(Jose Royo, Primavera)

Tutto è speciale
in questa primavera.
Dei passeri più vivo è il cinguettio.
Io non tento neppure di spiegare
quanta luce e quiete
ha il cuore mio.
(Boris Pasternak, Il mosaico dei poeti, Einaudi)

Category : Poesia

Una perla di saggezza di Og Mandino

marzo 17th, 2011 // 6:54 pm @

 

Per un modo migliore di vivere

Non trascurare mai le piccole cose. Non risparmiare mai quello sforzo ulteriore, quei pochi minuti in più, quella dolce parola di lode o di ringraziamento, quella conferma di quanto tu possa fare meglio. Non importa cosa pensino gli altri; importa invece ciò che tu pensi di te stesso. Non potrai mai fare del tuo meglio — che dovrebbe essere il tuo obiettivo costante — se aggiri gli ostacoli e ti sottrai alle responsabilità. Sei speciale, comportati come una persona speciale. Non trascurare mai le piccole cose!

Category : Pensieri Sparsi

Edgar Hilaire Degas e le sue famosissime “Ballerine”

marzo 17th, 2011 // 12:09 pm @

LE BELLISSIME BALLERINE DI DEGAS

Personalmente adoro questo artista e, soprattutto, amo i suoi dipinti che raffiguarno “Ballerine”.

Non sono un critico d’arte, ma io trovo questi dipinti meravigliosi, le ballerine si presentano agili, fluttuanti, senza tempo. Danzano come sospinte da un lieve venticello che le fa librare libere, fuori da uno spazio temporale.

Propongo qui una serie di dipinti che, sicuramente, avvicineranno ogni persona all’Arte, all’Amore, a Dio:

Edgar Hilaire Degas, il cui vero cognome era De Gas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917), è stato un pittore e scultore francese. La maggior parte delle opere di Degas possono essere ascritte al grande movimento dell’Impressionismo, nato in Francia verso la fine del diciannovesimo secolo in reazione alla pittura accademica dell’epoca. Gli artisti che ne facevano parte come Claude Monet, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Mary Cassatt, Berthe Morisot, Camille Pissarro, stanchi di essere regolarmente rifiutati al Salone Ufficiale si erano riuniti in una società anonima per mostrare la loro arte al pubblico. In genere le caratteristiche principali dell’arte impressionista sono il nuovo uso della luce e i soggetti all’aperto. Queste caratteristiche non sono sempre applicabili a Degas: anche se lui fu uno dei principali animatori delle mostre impressioniste, non trova un giusto posto nel movimento che asseriva la libertà di dipingere. Ai dipinti all’aperto egli preferiva «ciò che non si vede più nella memoria». Dirà un giorno a Pissarro: «Voi avete bisogno di una vita naturale; io di una fittizia.»

Anche se Degas fece parte ufficialmente degli impressionisti, non era però a loro unito per i tratti distintivi della pittura. La sua situazione d’eccezionalità non sfuggì ai critici di allora: anche se il suo modernismo imbarazzante veniva messo in evidenza, fu il meno controverso degli artisti francesi dell’epoca.

Category : Arte

“Questo amore” Jacques Prévert

marzo 16th, 2011 // 11:00 am @

 

 

 


QUESTO AMORE

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Category : Poesia

L’amore di mia madre

marzo 12th, 2011 // 11:45 am @

 

di Matilde Maisto

Ero arrivata in mattinata, il lungo viaggio mi aveva stancata per cui avevo preferito restare con i miei familiari, seduta in giardino, alla leggera frescura della serata estiva.
Chiacchieravo allegramente con i miei nipoti e mi lasciavo coccolare da mio fratello che voleva farmi cenare di tutto e di più, ma soprattutto mi lasciavo coccolare dallo sguardo amorevole di mia madre, i cui occhi belli, luminosi, splendenti e ricolmi d’amore non si staccavano da me! Io facevo finta di niente, anzi facevo la preziosa, ma poi all’improvviso mi alzavo e l’abbracciavo con tutta la forza che avevo, le baciavo le guance e mi preparavo a ricevere tutte le coccole che solo lei ha saputo darmi in tutta la mia vita. Mi accovacciavo accanto a lei, le poggiavo la testa sul grembo e mi lasciavo carezzare i capelli, il collo, la schiena: era una carezza leggera, delicata, che mi dava un senso di immenso benessere…! Ero finalmente lì…ero con la mia mamma ed ero ancora la sua piccolina…! Che dolce sensazione, ancora oggi, al solo pensarci, sento dei brividi lungo la schiena che mi fanno desiderare la sua presenza.
Già…! La mia amata mamma, buona, onesta, caritatevole, bella, anzi bellissima: nonostante la sua età, ormai, avanzata, aveva una bellezza innata che non ha mai mutato il suo aspetto: mani lunghe e dita affusolate, come quelle di un pianista, pelle rosea e levigata come una preziosa porcellana, capelli lunghissimi, con qualche sfumatura grigia qua e là, che lei legava in una lunga treccia che poi arrotolava come uno chignon sulla nuca. Quante volte le ho disfatta quella treccia con la scusa di rimetterla in ordine, ma solo per il piacere di rifargliela a modo mio, per toccare quella lunga chioma che ai miei occhi somigliava a quella di una principessa! Ma lei, invece, era una donna umile ed era questa sua umiltà a renderla speciale, benvoluta da tutti. Ancora oggi mi capita di incontrare delle persone che mi dicono tua mamma quanto era buona! Quante cose ha saputo insegnarmi! Tu le somigli molto, me la ricordi nel modo di parlare ed anche nel fisico! Per me queste sono parole magiche, stupende e non esiste un complimento migliore che io possa ricevere. Lo so, magari intendono dire che io sono molto rotonda, proprio come era diventata lei, ma io sono felice lo stesso, perché non era importante il suo fisico, ormai appesantito dall’età, ma la sua mente sempre giovane e brillante; il suo gusto raffinato e sobrio, la sua intelligenza sempre viva e soprattutto il suo grande cuore, capace di contenere l’amore per il mondo intero.
Ebbene si, ho avuto la fortuna di avere una grande mamma e la porto nel cuore, ove resterà finché avrò vita.
Non so se io sono capace di essere per i miei figli una mamma come lei è stata per me, ma spero proprio di si, così non mi dimenticheranno mai, proprio come io non dimentico la mia!

Category : Racconti/Romanzi

Un cuore dolce/amaro

marzo 12th, 2011 // 11:28 am @

 

di Matilde Maisto

Ma che cos’era quell’astio, quel cuore duro come un sasso, che sentivo battere in me? Perché? Com’era possibile che io fossi cambiata al punto da non riconoscermi più? Troppe delusioni…troppi conti in sospeso…troppi bocconi amari…troppi rancori… avevano, alla fine, cambiato il mio dolce e docile carattere.
Ora mi ero chiusa in uno strano mutismo, non desideravo né parlare, né sfogarmi con alcuno, tanto meno con mia sorella, che mi innervosiva, mi angustiava ancora di più, perché nella sua mente (secondo me) contorta, pensava che io fossi cambiata per la sua presenza in casa!
Non era così! E lei avrebbe dovuto saperlo, ma peggiorava il mio stato d’animo, giocando a far la vittima, la persona che chiedeva il permesso per fare qualsiasi cosa, chiedeva ora a questo ed ora a quello qualche commissione da farle, perché, secondo il suo parere, chiederlo a me sarebbe stato un motivo di fastidio. Non immaginava neppure che lei, non essendo il centro dell’universo, anzi del mio universo, non era affatto la causa del mio mutismo, del mio chiudermi nello studio dove potevo, finalmente, ritrovare me stessa, i miei sbalzi di umore, le mie tristezze, le mie angosce, la mia voglia di riscatto ed anche la mia voglia di umana vendetta.
Nel silenzio del mio angolo preferito, mi facevo molto spesso degli esami di coscienza: come potevo desiderare la vendetta nei confronti di esseri umani, che sebbene avessero le sembianze di persone normali, in realtà erano delle persone rabbiose, cattive, vendicative, ma pur sempre il mio prossimo? No! Mi dicevo io non desidero alcuna vendetta, io sono diversa….io VOGLIO essere diversa!
Allora, come per incanto, il mio cuore si apriva al perdono, alla speranza per il futuro dei miei figli, si apriva alla Pace, a Dio con una semplice e dolce preghiera che sgorgava direttamente dalla mia anima e prendeva la forma di un bellissimo fiore che, ancora bagnato dalla rugiada notturna, si apriva al luminoso sole del mattino!
Ed allora, iniziava il mio bellissimo sogno: viaggiavo su un magico tappeto volante in uno splendente cielo azzurro, toccavo con le mani piccole nuvole che mi avvolgevano come un velo che magicamente si scioglieva come neve al sole.
Poi, stanca di volare, camminavo a piedi nudi in un prato ricolmo di piccoli fiori profumati, che io raccoglievo per farne un bel mazzo da mettere in casa, oppure correvo libera sulla riva del mare, lasciando che mi bagnassi leggermente i vestiti per poterli poi asciugare sotto i raggi del sole.
Ed è solo svegliandomi da questo incantevole sogno che pensavo a quanto la vita fosse veramente meravigliosa e che valesse la pena di viverla comunque sarebbero andate le cose e qualunque cosa mi avesse riservato il destino!
MERAVIGLIOSA…LA VITA!

Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà  guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso

Category : Racconti/Romanzi