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Resoconto serata di Letteratitudini: sulle orme di Francesco, per ri-amare la natura e consegnare alle generazioni future un mondo migliore

marzo 1st, 2016 // 8:55 am @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) –L’incontro di Letteratitudini di ieri sera,ha avuto luogo nel giorno dell’anno bisestile 2016. A proposito del 29 Febbraio il messaggio generale che ci sovviene è quello di vivere un giorno in più, con la possibilità di riuscire a fare qualcosa che magari negli altri giorni non si è riusciti a fare. E quale migliore stimolo per i componenti di Letteratitudini utilizzare questo tempo in più spendendolo nella lettura dell’Enciclica 2015 “Laudato si’ di Papa Francesco, sulla cura della casa comune?Certo 24 ore in più nella nostra vita, non cambiano niente, ma sicuramente questo può far riflettere se si pensa al fatto che spesso non valorizziamo sufficientemente i singoli momenti delle nostre giornate, sprecando il nostro tempo che è prezioso. Questa riflessione mi fa pensare alla superficialità insita nell’uomo che è capace di sprecare il suo tempo, così come non è capace di prendersi cura della nostra casa comune.

Leggere l’Enciclica è stato molto bello, le parole di Papa Francesco sono semplici ed arrivano direttamente al cuore. Egli così inizia: “Laudato si’, mi’ Signore” cantava San Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”.
Papa Francesco spera che l’Enciclica ci possa aiutare a riconoscere la grandezza,l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta. Egli dice: – in primo luogo, nell’Enciclica, farò un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica. A partire da questa panoramica, riprenderò alcune argomentazioni che scaturiscono dalla tradizione giudeo-cristiana, al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente. Poi proverò ad arrivare alle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde. Alla luce di tali riflessioni vorrei fare un passo avanti in alcune ampie linee di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale. Infine, poiché sono convinto che ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo, proporrò alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana. –
Dopo la lettura prevista, sono seguiti i commenti tra i soci con il consueto scambio di pareri e, per finire, il professore Raffaele Raimondo ha proposto di intonare tutti quanti in in coro “LAUDATO SII O MIO SIGNORE”:
Laudato sii, o mi Signore…,E per tutte le sue creature /per il sole e per la luna/ per le stelle e per il vento/e per l’acqua e per il fuoco.

Laudato sii, o mio Signor…Per sorella madre terra/ci alimenta e ci sostiene/per i frutti, i fiori e l’erba/per i monti e per il mare.

Laudato sii, o mio Signor….Perchè il senso della vita/è cantare e lodarti/e perchè la nostra vita/sia sempre una canzone.

Laudato sii, o mio Signore…E per quelli che ora piangono/e per quelli che ora soffrono/e per quelli che ora nascono/e per quelli che ora muoiono.

Laudato sii, o mio Signore…E per quelli che camminano,/e per quelli che ti lodano,/e per quelli che ti aspettano,/e per quelli che ora cantano.

All’incontro hanno partecipato due nuove simpatizzanti: Elisa e Maddalena Petrella di Grazzanise, che si sono dette entusiaste della serata.

E’ stato veramente un bel momento, dopodiché ricchi di questa nuova esperienza, con allegria ed afflato ci siamo accostati al bouffet preparato per l’occasione.

Matilde Maisto

 

Category : Cultura &Letteratitudini

A breve l’incontro di ‘Letteratitudini’ : Papa Francesco “Laudato si’ – Enciclica sulla cura della casa comune”

febbraio 24th, 2016 // 8:52 am @

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Cancello ed Arnone (Redazione)– Imminente l’incontro di Letteratituidini, previsto per lunedì 29 Febbraio, alle ore 20,00.
I soci del sodalizio letterario, come di consueto, si sono dati appuntamenti presso il salotto letterario di Matilde Maisto per disquisire sul seguente argomento: “Sulle orme di Francesco, per ri-amare la natura e consegnare alle generazioni future un mondo migliore”.

A tal proposito leggeremo e commenteremo il primo capitolo della Lettera Enciclica “Laudato si’”. del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune.

Nel leggere l’enciclica sorge spontanea la domanda: “Ma che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, soprattutto ai bambini che stanno crescendo?” Questo interrogativo rappresenta il cuore della Laudato si’ .

In proposito bisogna considerare, come dice Carlo Petrini nella sua guida alla lettura dell’enciclica : “in larga parte è l’uomo che prende a schiaffi la natura, continuamente. Noi ci siamo un po’ impadroniti della natura, della sorella terra, della madre terra. Un vecchio contadino una volta mi ha detto: ‘Dio perdona sempre, noi gli uomini – perdoniamo alcune volte, la natura non perdona mai’, se tu la prendi a schiaffi lei lo fa a sua volta. Credo che noi abbiamo sfruttato troppo la natura”. (Papa Francesco) Con coraggio e lungimiranza, papa Francesco affronta in questa nuova, attesa enciclica, la seconda del suo pontificato, un tema di tipo sociale ed ecologico, oltre che di fede: la tutela dell’ambiente e del Creato. Su questi temi di grande attualità, la Chiesa viene giustamente considerata la voce più forte ed eloquente in materia, punto di riferimento anche dei trattati internazionali e delle conseguenti fonti normative, comunitarie e nazionali. Un argomento caro a Bergoglio che più volte si è espresso in materia con grande forza: “Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo “.

L’incontro sarà sicuramente entusiasmante e vedrà, oltre alla partecipazione di tutti i soci, anche l’intervento di un valente sacerdote .
Come sempre invitiamo tutti voi a partecipare all’incontro e, dandovi appuntamento a lunedì, viauguriamo una buona giornata.
Di Redazione

 

Category : Cultura &Letteratitudini

Letteratitudini in “Lectura Dantis”

gennaio 28th, 2016 // 8:39 am @

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Cancello ed Arnone (Cacciapuoti Elisa) – Un incontro esaltante quello di ieri sera, 27 gennaio 2016 con Letteratitudini che, per il consueto incontro mensile, ha organizzato una “Lectura Dantis”, in occasione del 750esimo anniversario della nascita del padre della “Divina Commedia”.
Come sappiamo per questa ricorrenza tutta l’Italia ed anzi l’intera Europa si è inchinata davanti al genio di Dante Alighieri. Per l’occasione sono stati organizzati molteplici eventi: mostre, letture, convegni e conferenze, concerti di musica classica e contemporanea, spettacoli di teatro e di danza, video installazioni e proiezioni, lectio magistralis, summer school con i massimi protagonisti della scena culturale nazionale e internazionale e studiosi di letteratura dantesca.
Anche il gruppo culturale di Cancello ed Arnone “Letteratitudini”, gli amanti della letteratura, non ha voluto mancare a questo appuntamento.
La serata, che si è svolta, come sempre, nel salotto letterario di Matilde Maisto, coordinatrice del gruppo, è stata veramente molto bella e coinvolgente. Si sono, infatti, sentite voci nuove, voci al di fuori del solito coro, voci di giovani liceali che a turno hanno recitato dei versi della Commedia, oltre, naturalmente, alle voci dei componenti storici del gruppo.
Ha dato inizio alle ‘danze’ la giovane Grazia Pezzolo con il canto I dell’Inferno “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita…”.
E’ stata poi la volta di Sara Giannoccari con il canto V “… Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona…”.
Licia Conte, invece, ha letto dei versi dal canto X “Ed el mi disse: “Volgiti! Che fai? Vedi là Farinata che s’è dritto:da la cintola in sù tutto il vedrai…”.
E’ poi intervenuta Alessia Stolfo con alcuni versi del Canto XIII “… Uomini fummo, e or sem fatti sterpi:ben dovrebb’esser la tua man più pia,se state fossimo anime di serpi …”.
A seguire Concetta Amodio con ulteriori versi del Canto XIII “…”…L’animo mio, per disdegnoso gusto,credendo col morir fuggir disdegno, ingiusto fece me contra me giusto…”
La serata è continuata con la lettura del canto XXXIII dell’Inferno da parte di Matilde Maisto e Gaetano Viola: “…Tu dei saper ch’i’ fui conte Ugolino, e questi è l’arcivescovo Ruggieri: or ti dirò perché i son tal vicino…” – “… Rispuose adunque: «I’ son frate Alberigo; i’ son quel da le frutta del mal orto, che qui riprendo dattero per figo».
Successivamente Raffaele Raimondo ha letto versi del Canto V del Purgatorio “… «ricorditi di me, che son la Pia: Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che ‘nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma”.
Poi Laura Sciorio da declamato i versi del Canto VI del Purgatorio “… «O Mantoano, io son Sordello de la tua terra!»; e l’un l’altro abbracciava. Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!…”
La lettura è proseguita con Felicetta Montella con il Canto VIII del Purgatorio “… quando sarai di là da le larghe onde, dì a Giovanna mia che per me chiami là dove a li ‘nnocenti si risponde…”
Infine Marinella Viola ha declamato versi del Canto III del Paradiso “… “Frate, la nostra volontà quieta virtù di carità, che fa volernesol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta…” .
Matilde Maisto nel ringraziare tutti gli intervenuti si è rivolta soprattutto ai giovani, dicendo che la loro partecipazione all’incontro è stata assolutamente preziosa, perché i giovani sono il futuro, sono i rami nuovi germogliati da alberi secolari.
Il coinvolgimento in attività culturali contribuisce allo sviluppo personale dei giovani – prosegue la Maisto – aiuta ad accrescere il loro senso di appartenenza alla comunità. Accedere alla cultura può rafforzare la loro consapevolezza di condividere un patrimonio culturale comune e promuovere una cittadinanza attiva aperta al mondo.
La promozione della cultura tra i giovani è di importanza cruciale per il sostegno del loro sviluppo personale e un’attiva inclusione nella società. La loro creatività contribuisce al benessere sociale ed individuale ed anche alla prosperità economica. Sostenere l’energia creativa dei giovani e la loro capacità di innovazione significa aiutarli a sviluppare le proprie potenzialità.
Questo, in breve, l’invito che la Maisto ha rivolto ai giovani presenti, affinché proseguano il loro coinvolgimento con il gruppo culturale “Letteratitudini” sito sul territorio di Cancello ed Arnone. Purtroppo- ella conclude – il nostro paese non offre molte possibilità culturali extrascolastiche.

Elisa Cacciapuoti

Category : Cultura &Letteratitudini

Buon Natale

dicembre 27th, 2015 // 7:03 am @

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 A Natale dona un tuo sorriso e farai felice chi ti ama.

Auguro tanta serenità e Pace. Tanti auguri di Natale a tutti i lettori del “Cigno Rosa”!

Category : Pensieri Sparsi

“Natale” di Giuseppe Ungaretti

dicembre 27th, 2015 // 6:52 am @

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Natale

Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi cosi
come una cosa posata
in un angolo
e dimenticata
Qui non si sente altro
che il caldo buono
Sto con le quattro
capriole di fumo
del focolare

Giuseppe Ungaretti

Category : Cultura &Poesia

Grande serata di “Letteratitudini” con l’esperto di letteratura giovanile Arkin Jasufi

dicembre 27th, 2015 // 6:46 am @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Per la seconda volta il relatore dell’incontro, Arkin Jasufi, ha saputo destare molto interesse nei partecipanti che si sono appassionati alle vicende giovanili, ai loro amori, alle loro incoerenze ed anche, a volte , alle loro superficialità, che però vanno sempre interpretate come un segno di insofferenza, di malessere sociale, soprattutto un disagio morale che cammina di pari passo con la loro crescita fisica ed emotiva.
Ovviamente c’è stata una particolare attenzione per il romanzo di John Green “Colpa delle stelle”, che come sappiamo, parla di Hazel che ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee.
Il romanzo inizia con il racconto di Hazel che viene costretta, dalla madre e dal suo dottore di base, a partecipare ad un gruppo di supporto contro la depressione per ragazzi malati di tumore. Lì conoscerà altri ragazzi nelle sue stesse condizioni, tra loro spicca Isaac, a cui da bambino è stato rimosso un occhio a causa di un tumore particolarmente raro. Lui e Hazel sembrano condividere la loro esperienza in quel gruppo improbabile di malati cronici tramite i sospiri e le occhiate mentre gli altri ragazzi raccontano le loro esperienze sul continuare a sopravvivere.
Hazel è una protagonista spigliata e irriverente, di quelle che ti lasciano un sorriso sulle labbra nonostante tutti i drammi che debba sopportare.
Il gruppo rappresenta un luogo dove poter stringere amicizie con altre persone che si trovano o si sono trovate in una situzione simile alla tua, ma non è un romanzo edulcorato purtroppo come nella vita reale non tutti sopravvivono alla lotta.
L’altro protagonista è Augustus, che parteciperà ad una seduta per sostenere l’amico Isaac a cui dovranno asportare l’occhio buono perché il cancro si è ripresentato, ma neanche lui è immune a questo male che l’ha colpito qualche anno prima con un cancro alle ossa ed ha dovuto subire l’amputazione di una gamba.
“«Letteralmente?» ho chiesto. «Siamo letteralmente nel cuore di Gesù» ha detto.
«Pensavo che fossimo nel seminterrato di una chiesa, ma siamo letteralmente nel cuore di Gesù.»
«Qualcuno dovrebbe dirglielo, a Gesù» ho fatto io. «Dev’essere un bel rischio per Lui tenere nel cuore dei ragazzini malati di cancro.»
«Glielo direi io» ha ribattuto Augustus, «ma si dà il caso che sia letteralmente incastrato dentro il Suo cuore, per cui non mi sentirebbe.»
Ho riso. Lui ha scosso la testa e mi ha guardato.”
Tra i tre ragazzi nasce una vera amicizia, in particolare tra Hazel e Augustus, che si ritroveranno ad affrontare insieme le difficoltà.
Il tumore ha bloccato questi ragazzi e nonostante abbiano amici sani, con loro, la comunicazione resta in parte frenata, poiché non fanno più parte di quel mondo in cui il futuro è un dato di fatto; questi ragazzi devono lottare ogni giorno per avere un’occasione di andare avanti, non lasciandosi abbattere dalle cure, dolorosissime già per un adulto.
La malattia li lega in modo indissolubile perché loro sanno ciò che si passa e non hanno bisogno di dare futili spiegazioni.
Augustus ama le metafore, non ha ancora la patente di guida nonostante i suoi diciasette anni, va a scuola e gioca spesso e volentieri ai videogiochi con Isaac.
“«Non ti uccidono, se non le accendi» ha detto mentre la mamma fermava l’auto praticamente attaccata al cordolo. «E non ne ho mai accesa una. È una metafora, sai: ti metti la cosa che uccide fra i denti, ma non le dai il potere di farlo.»
«È una metafora» ho detto, dubbiosa. La mamma temporeggiava.
«Proprio così, una metafora» ha detto lui.
«E quindi tu ti comporteresti in un modo rispetto a un altro sulla base delle risonanze metaforiche…» ho detto.
«Oh, sì.» Ha sorriso. Il suo sorriso largo, quello vero, quello buffo. «Sono un devoto credente nella metafora, Hazel Grace.»”
Particolare sarà il rapporto che si creerà tra Hazel, Augustus e l’autore Van Houten.
Dato che Van Houten lascia il suo libro – “Un’imperiale afflizione” – incompiuto, per chissà quale motivo, sia Hazel, che successivamente Augustus, si interrogano su quale sia il “vero finale” del romanzo, tanto da far desiderare ai due ragazzi di intraprendere un viaggio intercontinentale per trovare le risposte alle loro domande.
Molte volte, noi lettori, idealizziamo i nostri scrittori, coloro che attraverso le loro parole sono stati capaci di farci provare sentimenti ed emozioni vere, credendo che loro sapranno darci tutte le risposte e immaginando che una persona che ti faccia provare tutte queste sensazioni grazie alla scrittura, sia una persona degna di tale nome. Idealizziamo anche i personaggi da loro creati, credendo che l’unica persona che possa dare un lieto fine ai protagonisti sia lo scrittore, ma ci sbagliamo.
Purtroppo questo non accade per Hazel ed Agustus in quanto scoprono che Van Houten è un uomo alcolizzato ed incapace di dare risposte. Tuttavia il viaggio ad Amsterdam dei due protagonist, si rivela magico per il loro dolcissimo amore ed i due vivono un’esperienza bellissima ed indimenticabile.
Poi ritornano a casa ed Hazel ha una ricaduta, tutti pensano di perderla, compreso Augustus che non parla, invece, della sua ricaduta, che lo porterà alla morte.
Hazel rimane sola, ma riceverà una lettera scritta da Augustus a Van Houten nella quale egli dice:
– “Van Houten, io sono una persona buona ma uno scrittore di merda. Lei è una persona di merda ma un buon scrittore. Insieme faremmo una grande squadra. Non voglio chiederle favori, ma se ha tempo – e da quello che ho visto ne ha un sacco – mi chiedevo se potesse scrivere un discorso funebre per Hazel. Ho tutti gli appunti, ma sarei felice se lei potesse farli diventare un discorso coerente, o anche solo indicarmi che cosa dovrei dire in un altro modo. Con Hazel le cose stanno così: quasi tutti sono ossessionati dal pensiero di lasciare un segno nel mondo. Di tramandare qualcosa. Di soprovvivere alla morte. Tutti vogliamo essere ricordati. Anch’io. Questo è ciò che più mi disturba, essere un’altra immemorata vittima dell’antica e ingloriosa guerra contro la malattia. Io voglio lasciare un segno. Ma Van Houten, i segni che gli umani lasciano troppo spesso sono cicatrici. Costruisci un negozio orrendo, o fai un colpo di stato, o provi a diventare una rockstar e pensi: “Adesso sì che si ricorderanno di me” ma non si ricordano di te, e tutto quello che ti lasci alle spalle sono altre cicatrici. Il tuo colpo di stato si trasforma in dittatura. Il tuo negozio distrugge il paesaggio. Siamo come un branco di cani che pisciano sugli idranti. Avveleniamo l’acqua di fonte con la nostra piscia tossica, segnando ogni cosa come MIA nel ridicolo tentativo di sopravvivere alla nostra morte. Io non riesco a smettere di pisciare sugli idranti.. So che è sciocco e inutile, ma sono un animale come chiunque altro. Hazel è diversa. Lei cammina leggera, vecchio mio. Lei cammina con passo leggero sulla terra. Hazel conosce la verità: la probabilità che abbiamo di ferire l’universo è pari a quella che abbiamo di aiutarlo, ed è molto probabile che non faremo nè l’una, nè l’altra cosa. La gente dirà che è una cosa triste lasciare una cicatrice più piccola, che saranno in pochi a ricordarla, che sarà stata amata in modo profondo, ma non a vasto raggio. Ma non è triste, Van Houten. E’ magnifico. E’ eroico. Non è questo il vero eroismo? Come dicono i medici: primo, non fare del male. I veri eroi comunque non sono quelli che fanno le cose; i veri eroi sono quelli che NOTANO le cose, quelli che prestano attenzione. Dopo che la mia PET si è illuminata tutta, mi sono intrufolato nel reparto di terapia intensiva e l’ho vista mentre era priva di sensi. Aveva quest’acqua scura cangerogena che le usciva dal torace. Gli occhi chiusi. Era intubata. Ma la sua mano era ancora la sua mano, ancora calda, con le unghie dipinte ed io l’ho tenuta stretta e ho cercato di immaginare il mondo senza di noi e per circa un secondo sono stata una persona abbastanza buona da sperare che morisse in modo da non dover scoprire che stavo per morire anch’io. Ma poi ho chiesto più tempo per poterci innamorare. Il mio desiderio è stato realizzato, suppongo. E le ho lasciato la mia cicatrice. Ma cos’altro dire? E’ così bella. Non ti stanchi mai di guardarla. Non ti preoccupi se è più intelligente di te: lo sai che lo è. E’ divertente senza essere mai cattiva. Io l’amo. Sono così fortunato ad amarla. Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire. A me piacciono le mie scelte: Spero che a lei piacciono le sue. –
Un romanzo veramente bellissimo che suggeriamo di leggere sia ai giovani che ai meno giovani.
Naturalmente la serata si è conclusa con il tradizionale brindisi di Buone Feste con l’appuntamento al 2016.

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Category : Cultura &Letteratitudini

“LETTERATITUDINI”: In programmazione l’incontro novembrino

novembre 25th, 2015 // 7:59 am @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – “I giovani e la lettura nell’epoca digitale” questo il titolo dell’incontro del mese di Novembre 2015, programmato dal gruppo di lettura “Letteratitudini”.
Per l’esattezza, avrà luogo giovedì 26 novembre 2015 alle ore 19,00. Il relatore della serata sarà il nostro associato più giovane Arkin Jasufy, che ha dato prova di una grande competenza nel campo delle letture preferite dai giovani e nell’editoria più in generale.
A tal proposito egli dice: nel panorama editoriale spesso nascono fenomeni inaspettati, accade che un argomento mai approfondito, un genere sottovalutato, un testo passato inosservato diventi il nuovo oggetto di culto dei lettori creando il caso editoriale dell’anno.
Più o meno questo è accaduto per i cosiddetti libri adolescenziali, testi che narrano storie dove spesso i giovani sono protagonisti e vivono i disagi, le problematiche e le emozioni tipiche di una fascia d’età tra le più delicate della crescita umana.
Se nel passato si è assistito al successo di libri come, “I ragazzi della Via Pal” o “I ragazzi della 56esima Strada” ecc., il fenomeno attuale ha contorni leggermente diversi e risponde ad una domanda crescente proveniente da questa fascia d’età che reclama contenuti più aderenti alla propria visione del mondo.
In realtà i giovani amano molto leggere e lungi dall’essere distanti dalla lettura, oggi come oggi, rappresentano la parte trainante dell’editoria.
Ricordiamo, solo per esempio, il romanzo di Valentina F. “TVUKDB -Ti voglio un casino di bene” che parla di una quindicenne Marta, che racconta della sua storia d’amore e contemporaneamente dei cambiamenti che avvengono in lei velocemente.
Oppure “Bianca come il latte, rosso come il sangue” di Alessandro D’Avena. La storia del romanzo ruota tutta intorno a Leo un adolescente come tanti che passa le giornate fra partite di calcetto e scorribande in motorino con gli amici. La sua passione è l’iPod, mentre le giornate a scuola lo annoiano a morte ed odia profondamente i professori.
Ovviamente saranno menzionati molti altri romanzi amati dai giovani e sarà, come sempre, costruttivo il dialogo e lo scambio di idee che ci sarà fra i componenti del gruppo.
La serata terminerà con un gustoso bouffet, ma soprattutto in grande armonia, afflato ed amicizia.
Appuntamento a giovedì 26, quindi, e mi fa piacere invitare chiunque volesse partecipare.

Category : Cultura &Letteratitudini

Ricordo di Pier Paolo Pasolini nel 40esimo anniversario della morte

novembre 3rd, 2015 // 7:03 am @

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Nella notte tra il primo novembre e il due novembre del 1975 Pier Paolo Pasolini venne brutalmente ucciso. Il delitto avvenne sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Pasolini venne massacrato di botte e poi investito e travolto con la sua stessa auto. Quando il suo corpo senza vita venne ritrovato fu l’amico Ninetto Davoli a riconoscerlo. L’omicidio fu commesso da Pino Pelosi, un ‘ragazzo di vita’. Un diciasettenne di Guidonia già noto alla polizia come ladro di auto. Rintracciato venne fermato la notte stessa alla guida dell’auto del Pasolini. Con questo omicidio, dai risvolti ancora non del tutto chiariti, scompariva uno dei più grandi scrittori e intellettuali del Novecento. Un intellettuale scomodo e controcorrente.
Icona culturale dell’Italia del secondo dopoguerra, egli è stato ricordato con numerosi eventi organizzati in tutta Italia per rinnovare la memoria del grande artista scomparso.
Un po’ di vita – Pasolini fu poeta, romanziere, drammaturgo, giornalista e regista, nonché il punto di riferimento intellettuale per più di una generazione. Nasce a Bologna il 5 marzo 1922, e trascorre gran parte dell’infanzia nell’Italia del Nord, seguendo le tappe della carriera del padre, militare in carriera. Un ruolo fondamentale per tutta la sua vita lo avrà il Friuli, terra d’origine della madre. Compì gli studi liceali a Reggio Emilia e Bologna, dove frequentò l’università, laureandosi in Lettere. Nel 1947 si iscrisse al Partito Comunista Italiano ed iniziò ad insegnare nelle scuole medie, ma nel 1949 venne espulso dal partito e allontanato dall’insegnamento con l’accusa di corruzione di minorenni, per aver dichiarato esplicitamente di essere omosessuale. Dal 1950 si trasferì a Roma.
Accenni alle opere – Il 1955 fu un anno di svolta per la carriera artistica di Pasolini. Iniziò la sua attività cinematografica come sceneggiatore e pubblicò il romanzo “Ragazzi di vita”, che insieme a “Una vita violenta” (1959) costituisce quello che è stato definito «il dittico delle borgate romane».Insieme a Sergio Citti scrive la sceneggiatura di “Mamma Roma”, che verrà girato nel 1962 ed è ricordato come una delle più grandi interpretazioni di Anna Magnani. Nei 20 anni successivi, fino alla sua tragica morte Pasolini rivolse la sua attività in diverse direzioni, con genialità impegnata e sofferta.
Tra le più importanti opere cinematografiche ricordiamo Accattone (1961), Mamma Roma (1962), Il Vangelo secondo Matteo (1964), Uccellacci e uccellini (1966), Edipo re (1967), Teorema (1968), Porcile (1969), Medea (1970), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974), Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).
Nel campo della poesia ricordiamo Le ceneri di Gramsci (1957), premiato con il Viareggio, L’usignolo della Chiesa cattolica (1958), La religione del mio tempo (1961), che vinse il premio Chianciano, Poesia in forma di rosa (1964), Trasumanar e organizzar (1971).

Category : Cultura

Letteratitudini: Presentazione del volume ” Versi fuori corso” di Giuseppe Bocchino

ottobre 30th, 2015 // 8:06 pm @

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Mercoledì 28 Ottobre u.s. una grande serata all’insegna della cultura con Lettaratitudini. E’ stato presentato il libro di Giuseppe Bocchino “Versi fuori corso” – Giuseppe Vozza Editore.
All’incontro hanno partecipato oltre a Matilde Maisto, anche Giuseppe Vozza, Editore del volume , e poi gli intellettuali parte integrante del salotto letterario di Letteratitudini, ovvero Raffaele Raimondo, Felicetta Montella, Marinella Viola, Laura Sciorio, Lella Coppola, Giannetta Capozzi, Maria Sciorio, Arkin Jafuri. Presenti anche numerosi colleghi del giornalismo, come Mattia Branco , Giovanna Paolino, Giovanna Pezzera , oltre che esponenti di associazioni culturali come Mina Iazzetta e Raffaella Petrella , quest’ultima facente parte del direttivo dell’Associazione ” Tre Grazie ” di Grazzanise.
L’incontro è stato all’insegna delle emozioni, lo stesso autore Giuseppe Bocchino ha spiegato il senso di questo suo lavoro inteso come profonda analisi del suo percorso umano e professionale.
Da sempre – egli dice – l’esere”fuori” dal consueto è il momento costitutivo del “fatto” poetico: trasversale agli eventi nella sua continua aspirazione a confondere l’adesso con il pima e il dopo, sin dal principio la poesia compie un’opera di estraniamento dai rigidi piani spaziali della cronologia. Ad esempio, nella continua rilettura del proprio diario intimo, che è essenzialmente riattivazione ed esaltazione della memoria del cuore, la poesia puòalimentarsi di ciò che fue scaraventare nell’oggi la musicalità delle ricordanze, farsi così nostalgia di bellezza perduta.
Altre volte il lirismo dlla sofferenza è nell’immediato, nella comunanza degli stati d’animo con i simboli della Natura, catalogati nella processione della percezione, che amplifica l’urgenza del dolore, essendo il suo verbo incarnato sia alla effigie del reale che alle figure dell’umana presenza.
Negli istanti del sogno e della visione, invece, il mondo appare in una distanza notturna quasi ascetica, da dove levigare le ferite e arginare il suo male scuro nel lavorio dell’astrazione espressiva. E quando nei suoi slanci aggancia la schiena del futuro e la trascina nella trappola della pagina bianca, inchiodando i suoi vaticininello spazio dell’ora, essa diventa incomprensibile, senzatemere, però, il ripudio dei contemporanei, sebbene l’incomunicabilità sia una delle suepossibili condanne a morte.
Ma se questaparola deve sempre rischiare l’inattualità per essere autentica, il poeta non puòche vivere da eterno disadattato, o peggio, troppo adattato alle costrizioni dei luoghi di vita comune, che è la vera dannazione, purtroppo senza fiamme d’inferno, semmai in bianco e nero, come in una commedia o in una foto per le antologie letterarie.
Misero poeta senza patria, perso nel labirinto del fuori luogo, dove egli sopporta il fardello di un pessimismo ad uso e consumo dei posteri: mai una gioia da rivendicare in questa colpa senza redenzione, mai una cura per salvarlo dalla subdola malattia del farsi linguaggio dell’ispirazione, di cui purtroppo non conosce le intenzioni né controlla con la ragione.
Si tratta di un’inquietudine, che egli sperimentò la prima volta per rabbia e per amore, somigliante ad una febbre improvvisa, la quale si placa unicamente con l’oscura fatica di mille fogli strappati da uno sconosciuto (innanzi tutto a sé stesso), prima che i solchi tracciati dall’inchiostro possano condurre, non tanto alla gloria immortale, quanto (almeno si spera) alla riconoscenza di una futura, duratura ed amorevole memoria.
Concludiamo facendo nuovamente vivissimi complimenti a Giuseppe Bocchino. Ad majora!

Matilde Maisto

Category : Cultura &Letteratitudini

” Versi fuori Corso”: l’opera prima di Giuseppe Bocchino a battesimo da Matilde Maisto

ottobre 30th, 2015 // 8:02 pm @

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” Versi fuori corso”, prima raccolta di poesie del Giornalista Giuseppe Bocchino, Direttore Editoriale della Collana Raccordi per la Casa Editrice Vozza di Casolla, ha debuttato ieri mercoledi’ 28 ottobre, alle ore 19.30, a Cancello Arnone, nel salotto culturale di Matilde Maisto denominato “Letteratitudini”, che accoglie il gruppo di lettura di cui Matilde Maisto è instancabile e impareggiabile anima. A tenere a battesimo questa intensa e passionale viaggio nel mond delle emozioni , oltre Matilde Maisto, anche Giuseppe Vozza Editore del volume , e poi gli intellettuali parte integrante del salotto letterario di Matilde Maisto, ovvero Raffaele Raimondo,Felicetta Montella, Marinella Viola, Laura Sciorio, Lella Coppola, Giannetta Capozzi, Maria Sciorio, Arkin Jafuri. Presenti anche numerosi colleghi del giornalismo, come Mattia Branco e Giovanna Pezzera , oltre che esponenti di associazioni culturali come Mina Iazzetta e Raffaella Petrella , quest’ultima facente parte del direttivo dell’Associazione ” Tre Grazie ” di Grazzanise. Giuseppe Bocchino ha spiegato il senso di questo suo lavoro inteso come profonda analisi del suo percorso umano e professionale. ” E’ una raccolta – ha precisato- di sentimenti e di stati d’animo attraverso la Poesia volano della Bellezza”. L’Autore, impegnato giornalista per oltre 10 anni, ha spiegato il significato della sua scelta verso la Poesia. ” Il Poeta- ha detto- vive una diversità emotiva rispetto al contesto sociale che non è facile spiegare. Ho impiegato 25 anni della mia vita per comprendere e incanalare questa mia attitudine. Alla fine ho compreso che questa forma di espressione è quella che rappresenta il mio modo di essere”. In quest’opera Giuseppe Bocchino dimostra un consistente spessore culturale che, tuttavia, non gli impedisce di arrivare in modo diretto all’animo del lettore , avvolgendolo di emozioni , quasi come il testo di una ballata rock. ” Sono sempre stato fuori corso- ha commentato Bocchino- nel senso che mi sono sempre ritrovato al di fuori di quelli che sono i consueti canoni conformistici”. L’incontro è stato caratterizzato dal reading di alcuni componimenti dell’opera letti oltre che dai componenti del gruppo letterario anche dallo stesso Giuseppe Bocchino. Fra questi vanno segnalate “Manifesto”- ” Santa Teresa degli Scalzi”- ” La Quercia sul Confine”- e la suggestiva “Dicembre” in cui si parla di una ” malasorte legata alla prematura perdita della madre”. ” Versi fuori corso” è la storia di un uomo che ha il coraggio di scegliere l’autenticità dei sentimenti lasciando ” fuori corso” gli inganni e la finzione del conformismo che attanagliano la società nella logica dell’ambizione e del potere. E’ una dichiarazione d’amore verso la propria terra , Madre accogliente in un momento di dolore, ma anche porta di accesso verso la libertà dalle macerie di un mondo distrutto dalla sua stessa ansia di successo. Uno straordinario percorso di crescita sapientemente rappresentato dalla fotografia utilizzata sulla copertina del libro, gentilmente offerta dal Prof Ignazio Venafro, dal titolo “Amor Mundi: la fabbrica del pa..ssaggio”: una fabbrica, espressione capitalistica di produzione e di efficienza, ma anche di alienazione , ormai abbandonata, con una sola porta d’accesso in un bosco, simbolo dell’Alto Casertano, terra di provenienza di Bocchino, ma anche simbolo di speranza, di valori umani e sociali saldamente radicati nella coscienza di chi ” ha voluto oltrepassare quella porta” per arrivare attraverso il dolore alla Benedizione finale ” pioggia dal cielo piena”. Al termine del reading Matilde Maisto ha offerto in onore di Giuseppe Bocchino un gustoso buffet a base di prodotti locali: mozzarella di bufala, pizza alla brace, vino e dolci. Per non dimenticare che il senso della vita è proprio quel ” fuori corso”.

Category : Cultura &Letteratitudini