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I volti femminili di Tiziano

luglio 10th, 2011 // 1:54 pm @

Category : Arte

Un pittore che amo intensamente…Claude Monet

maggio 26th, 2011 // 8:25 pm @

Monet è il mio pittore preferito  i suoi dipinti hanno il gusto del colore, guardare un suo quadro mi da una sensazione di  serenità e di armonia che pochi  riescono a  dare,

questo è il quadro che in assoluto mi  piace di più (Vela sulla Senna ad Argenteuil) i colori tenui del cielo e del mare e allo stesso tempo decisi e forti lo rendono unico per me.

Amo la pittura, anche se non sono un’esperta, ma un quadro deve trasmettermi qualcosa e Monet riesce a trasmettere sentimenti ed emozioni infinite.

Claude Monet
Impression,
soleil levant
(Impressione,
sorgere del sole)

1873
Musée Marmottan Monet
Parigi

Claude Monet
Les Tuileries
1876
Musée Marmottan Monet
Parigi

Claude Monet
Le pont de l’Europe,
gare Saint-Lazare
(Ponte d’Europa,
Stazione Saint-Lazare)

1877
Musée Marmottan Monet
Parigi

Vita, opere, dipinti

La trattazione delle opere e dipinti di Claude Monet deve essere condotta facendo riferimento alla sua vita in modo da cogliere l’evoluzione di Monet nella produzione delle opere.
Claude Monet nacque a Parigi nel 1840 e morì a Giverny nel 1926. Dopo la fanciullezza, che trascorve a Le Havre, Claude Monet a quindici anni comincia a disegnare, a matita e carboncino, caricature di personaggi in vista. Monet si trasferì poi a Parigi, frequentando la “Academìe Suisse” e venendo in contatto con la pittura di Delacroix, Daubigny e Corot. Monet si lega con Bazille con il quale affitta un atelier dove elabora alcune celebri tele. Al “Salon des réfusés” le sue opere “La foce della Senna a Honfleur” e “Punta di Cap de Héve con la bassa marea”, ebbero una critica molto favorevole che permise a Monet di proseguire l’attività con il dipinto “Colazione sull’erba”. Nel 1861, Claude Monet sostenne il servizio militare in Algeria e maturò l’idea impressionista. Al rientro a Parigi Claude Monet frequentò lo studio di Gleyre dove conobbe Renoir, Bazille e Sisley coi quali nel 1863 e 1864 trascorse brevi soggiorni a Chailly. Nei dipinti di Claude Monet di questi anni si rilevano anche gli influssi di Courbet. Nel 1866 Monet dipinse “Donne in giardino” nel Musée d’Orsay di Parigi, tappa fondamentale nelle ricerche impressioniste. Da questa fase Monet iniziò ad identificare pittura e natura al fine di cogliere attimo per attimo le variazioni di forme e colori percepiti dall’occhio. Nel 1869 Monet realizza “Le Grenouillére” vivendo a Bougival con Renoir e dedicandosi esclusivamente al paesaggio e allo studio dei riflessi della luce sull’acqua. Dal 1870 Monet si trasferisce ad Argenteuil ed esegue delle opere celebri quali “La colazione in giardino” del 1872, “I papaveri” del 1873, “Il ponte di Argenteuil” del 1874 tutti a Parigi nel musée d’Orsay e “Impression, soleil levant” del 1872 nel Musée Marmottan di Parigi.

Fra le opere e dipinti di Monet merita un commento a parte IMPRESSIONE AL TRAMONTARE DEL SOLE.

IMPRESSIONE AL TRAMONTARE DEL SOLE Monet

 Con Monet e l’Impressionismo in genere si affermano nuove soluzioni cromatiche, come l’adozione di pennellate brevi e sciolte. Monet esalta il suo interesse per la luce lavorando “en plein air”, direttamente “sur le motif”. Dipingeva sulle spiagge della Normandia e sulle rive della Senna, dove la luce non è univoca come negli atelier e cambia più volte la sua intensità e la sua posizione. In questa tela si ritrovano le caratteristiche salienti della pittura impressionista. Il soggetto del quadro venne dipinto da Monet sul porto di Le Havre e viene affrontato lo stesso tema con diversi giochi di acqua e luce relativi alle diverse parti del giorno: l’alba e il tramonto. Infatti gli oggetti cambiano colore continuamente per effetto dei riflessi della luce e vengono deformati dallo specchio dell’acqua.

I papaveri è un dipinto ad olio su tela di cm 50 x 65, realizzato nel 1873 dal pittore francese Claude Monet ed é conservato al Musée d’Orsay di Parigi.
Monet dipinse molti quadri in questo periodo, aventi per soggetto il tema del riposo e della passeggiata; in questo caso la donna in primo piano è la moglie di Monet, Camille e il bambino è il figlio Jean.

 

Claude Monet. I Papaveri Museo d’Orsay Parigi
Monet diluisce i contorni e costruisce una ritmica colorata a partire dall’evocazione dei papaveri, attraverso pennellate il cui enorme formato, in primo piano, mostra la rilevanza che Monet concede all’impressione visiva. In questo modo, viene compiuto un primo passo verso l’astrazione. Dal verde indistinto del campo Monet fa emergere delle brillanti picchiettature di rosso, interpretate subito dai nostri occhi come papaveri, che conferiscono al paesaggio una nota di vivacità e di colore, ravvivando l’atmosfera di serenità e freschezza.
Di fronte a i Papaveri di Monet lo spettatore è subito colpito dalla freschezza dei colori, dallo sfavillio rosso del prato fiorito, dal movimento ondulato dell’erba, sfiorata dal vento leggero e dalla luce estiva, che dissolve nell’atmosfera gli oggetti più concreti, sfumando i loro contorni, come quelli della casa, che si confondono con il verde degli alberi e con il bianco delle nuvole.
Il tema dei papaveri è abbastanza ricorrente nella pittura di Monet ed evoca quello più generale dei fiori e dei giardini. Su questi si ritrovano numerose interpretazioni in tutta la produzione del pittore fino al grande ciclo delle Ninfee di Giverny. Ma mentre le Ninfee di Monet rappresentano un oggetto di studio fine a se stesso, senza elementi umani, nel dipintoi Papaveri viene rappresentata la vita umana: una vita serena che parte dalla famiglia ed arriva alla famiglia, una vita però non priva di emozioni, perché mossa dal vento e ravvivata dal rosso dei papaveri. I papaveri non sono solo un elemento tecnico pittorico di “inquadramento” della scena, ma sono anche una strada, che accompagna Monet e la sua famiglia in una passeggiata nella vita, tra un vento leggero, che le dà movimento, senza sconvolgerla: un percorso sereno, ravvivato dal rosso dei papaveri, che suscita sentimenti, se non di passione, certamente di calore e di amore. Si tratta di un momento della vita di Monet serena e piena di emozione, all’aria aperta, di cui sono testimonianza numerosi dipinti aventi come tema la passeggiata. Un momento fissato e fermato nel tempo dai Papaveri meglio che in ogni altro dipinto.
Nonostante che il tema dei papaveri sia ricorrente nella pittura di Monet, a differenza della Cattedrale di Rouen e delle Ninfee, dove l’oggetto è disumanamente ossessivo, qui c’è tutta l’umanità di Monet, nella misura in cui i papaveri sono l’elemento che ravviva i momenti della vita del pittore e della sua famiglia. Là non ci sono figure umane, qui invece le figure umane hanno una storia, costituiscono l’inizio e la fine del percorso segnato materialmente ed emotivamente dai papaveri, che l’elemento centrale unificatore che ravviva e dà colore alla loro vita. La centralità dei papaveri si traduce nell’esclusività del titolo; i (si noti l’articolo determinato) Papaveri sono quasi un’idea, un’astrazione ma nello stesso tempo sono concreti, vivi , gravidi di emozioni: un uni-versale concreto. In altre situazioni, per es. Campo di Papaveri a Vetheuil, , il campo di Papaveri si divide con il paesaggio titolo ed emozioni. Nel campo di papaveri a Vetheuil infatti il dipinto sembra quasi diviso a metà : in una parte domina il campo di papaveri nell’altra domina il villaggio di Vetheuil.

 

 

Il giardino di Monet a Giverny

Il prato di Monet – «Dans la prairie» (nel prato), capolavoro di Claude Monet, è stato venduto all’asta da Christie’s a Londra per 11,4 milioni di sterline, pari a 12,4 milioni di euro. Se l’è aggiudicato un anonimo collezionista. Nel dipinto a olio, del 1876, è ritratta la moglie del pittore francese, Camille. Fu mostrato al pubblico per la prima volta alla terza esposizione impressionista di Parigi del 1877 ed è considerato un’opera di culto di quel periodo artistico (Afp)

Ninfee , 1907 cm 200 x 215 Zurigo collezione privata

ARTISTA SUBLIME…!!!

NON SMETTEREI MAI DI AMMIRARE LE SUE OPERE!

Category : Arte

Auguri mamma mia carissima….

maggio 8th, 2011 // 11:04 am @

Dipinto: Pierre Auguste Renoir “Mamma con bambino” 1881 

 

A mia madre

Ringrazio Dio
per averti avuto
nelle rughe della vita…
calda dimora dove posso rifugiarmi
in quel tenero ricordo,
di assoluta certezza
del passar degli anni.
Tu sei il mio sorriso,
la mia serenità.
Un filo di memoria
ho cucito nei ricordi,
tu che mi tieni ancora stretta,
e quell’immagine di te
mi insegna solo ad amare
e mai potrò scordare.
Mi hai vestito dei tuoi anni migliori.
Sei sempre presente
nella mia mente,
nei miei pensieri.
Tu sei dentro
Me
che scruti il mio cuore
colmo d’amore,
quando i miei occhi sul tuo bel viso
bagnato di lacrime,
dietro al sorriso,
ho asciugato.
Io la tua ombra volevo serbare,
anche quando non riuscivo a farmi amare,
e stretta nel cuore
risplendi di calor.

(Naida Santacruz)

Category : Arte &Poesia

Amore fraterno…

maggio 7th, 2011 // 7:39 pm @

Dipinto di William Bouguereau “Amore fraterno” (1851)

I miei occhi hanno già visto la medesima immagine, tanto triste quanto dolorosa! Tanti anni fa si trattava di mio padre; oggi, invece, in quella corsia d’ospedale c’e mio fratello.

Sono entrata forzando la mia volontà, che avrebbe preferito essere a chilometri di distanza, ma lui, appena mi ha vista, si è illuminato in viso e mi ha sorriso, mi ha sorriso con due occhi luminosi, puntati dritti su di me; io avrei voluto abbracciarlo forte, stringerlo sul mio cuore e trasmettergli tutto l’amore fraterno che, da sempre, nutro per lui, ma mi sono trattenuta perché non volevo essere invadente, ma, soprattutto, perché aveva due flebo con degli aghi infilati nel braccio sinistro ed io non volevo arrecargli alcun disturbo. Allora gli ho preso la mano, lui mi ha stretto forte ed io istintivamente gliel’ho baciata.

Poi non ho saputo, né potuto fare altro, mi sono seduta accanto a lui e due grossi lacrimoni sono scesi sul mio viso. Li ho asciugati, frettolosamente, perchè non volevo che qualcuno mi vedesse  piangere !

Solo lui, con un filo di voce mi ha detto: – Non ti preoccupare! –

Category : Arte &Pensieri Sparsi

Se tu mio fratello

maggio 7th, 2011 // 6:45 pm @

Dipinto: “Amore fraterno” Virgilio Ripari (Asola 1843-Milano 1902)

 

Se tu mi rivenissi incontro vivo,
con la mano tesa,
ancora potrei,
di nuovo in uno slancio d’oblio, stringere,
fratello, una mano.

Ma di te, di te più non mi circondano
che sogni, barlumi,
i fuochi senza fuoco del passato.

La memoria non svolge che le immagini
e a me stesso, io stesso
non sono già più
che l’annientante nulla del pensiero.

Category : Arte &Poesia

Un dipinto di Claude Monet

aprile 10th, 2011 // 6:41 pm @

Claude Monet 

“Water Lilies (The Clouds)”

(41.3 x 29.5 inch, olio su tela – 1903)

 

 “ Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole “      

(Pablo Picasso)

Category : Arte

“La Primavera” di Sandro Botticelli

marzo 22nd, 2011 // 9:21 am @

 

La Primavera è un dipinto tempera su tavola (203×314 cm) di Sandro Botticelli, databile al 1482 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Si tratta del capolavoro dell’artista, nonché di una delle opere più famose del Rinascimento italiano. Vanto della Galleria, faceva forse anticamente pendant con l’altrettanto celebre Nascita di Venere, con cui condivide la provenienza storica, il formato e alcuni riferimenti filosofici. Il suo straordinario fascino che tuttora esercita sul pubblico è legato anche all’aura di mistero che circonda l’opera, il cui significato più profondo non è ancora stato completamente svelato.

In un ombroso boschetto, che forma una sorta di esedra di aranci colmi di frutti e arbusti sullo sfondo di un cielo azzurrino, stanno disposti nove personaggi, in una composizione bilanciata ritmicamente e fondamentalmente simmetrica attorno al perno centrale della donna col drappo rosso e verde sulla veste setosa. Il suolo è composto da un verde prato, disseminato da un’infinita varietà di specie vegetali, tra cui ricchissimo campionario di fiori: nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola, gelsomino, ecc.

L’opera è ambientata in un boschetto di aranci (il giardino delle Esperidi) e va letta da destra verso sinistra, forse perché la collocazione dell’opera imponeva una visione preferenziale da destra. Zefiro (o Boreo), vento di primavera che piega gli alberi, rapisce per amore la ninfa Cloris, fecondandola; da questo atto ella rinasce trasformata in Flora, la personificazione della stessa primavera rappresentata come una donna dallo splendido abito fiorito che sparge a terra le infiorescenze che tiene in grembo. A questa trasformazione allude anche il filo di fiori che già inizia a uscire dalla bocca di Cloris durante il suo rapimento. Al centro campeggia Venere, inquadrata da una cornice simmetrica di arbusti, che sorveglia e dirige gli eventi, quale simbolo neoplatonico dell’amore più elevato. Sopra di lei vola il figlio Cupido, mentre a sinistra si trovano le sue tre tradizionali compagne vestite di veli leggerissimi, le Grazie, occupate in un’armoniosa danza in cui muovono ritmicamente le braccia e intrecciano le dita.
Chiude il gruppo a sinistra un disinteressato Mercurio, coi tipici calzari alati, che col caduceo scaccia le nubi per preservare un’eterna primavera.

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Category : Arte

Edgar Hilaire Degas e le sue famosissime “Ballerine”

marzo 17th, 2011 // 12:09 pm @

LE BELLISSIME BALLERINE DI DEGAS

Personalmente adoro questo artista e, soprattutto, amo i suoi dipinti che raffiguarno “Ballerine”.

Non sono un critico d’arte, ma io trovo questi dipinti meravigliosi, le ballerine si presentano agili, fluttuanti, senza tempo. Danzano come sospinte da un lieve venticello che le fa librare libere, fuori da uno spazio temporale.

Propongo qui una serie di dipinti che, sicuramente, avvicineranno ogni persona all’Arte, all’Amore, a Dio:

Edgar Hilaire Degas, il cui vero cognome era De Gas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917), è stato un pittore e scultore francese. La maggior parte delle opere di Degas possono essere ascritte al grande movimento dell’Impressionismo, nato in Francia verso la fine del diciannovesimo secolo in reazione alla pittura accademica dell’epoca. Gli artisti che ne facevano parte come Claude Monet, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Mary Cassatt, Berthe Morisot, Camille Pissarro, stanchi di essere regolarmente rifiutati al Salone Ufficiale si erano riuniti in una società anonima per mostrare la loro arte al pubblico. In genere le caratteristiche principali dell’arte impressionista sono il nuovo uso della luce e i soggetti all’aperto. Queste caratteristiche non sono sempre applicabili a Degas: anche se lui fu uno dei principali animatori delle mostre impressioniste, non trova un giusto posto nel movimento che asseriva la libertà di dipingere. Ai dipinti all’aperto egli preferiva «ciò che non si vede più nella memoria». Dirà un giorno a Pissarro: «Voi avete bisogno di una vita naturale; io di una fittizia.»

Anche se Degas fece parte ufficialmente degli impressionisti, non era però a loro unito per i tratti distintivi della pittura. La sua situazione d’eccezionalità non sfuggì ai critici di allora: anche se il suo modernismo imbarazzante veniva messo in evidenza, fu il meno controverso degli artisti francesi dell’epoca.

Category : Arte