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Buona Pasqua 2014

aprile 20th, 2014 // 6:19 am @

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Pasqua 2014. Quante persone soffrono per la fame, per problemi di salute, per mancanza di affetti, per mancanza di serenità, per mancanza di pace. A tutti un augurio che questo giorno realizzi i loro sogni, i loro desideri, donando eterna gioia nei loro cuori.

Category : Pensieri Sparsi &Religione

Festa di tutti i Santi

novembre 1st, 2013 // 6:49 am @

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❤☆҉‿↗⁀FESTA DI TUTTI I SANTI E RICORDO DEI DEFUNTI‿↗⁀☆҉❤
Quale festa si celebra nel primo giorno di novembre?
Nel primo giorno di novembre si celebra la festa di tutti i Santi.
CHI SONO I SANTI?
I Santi sono uomini e donne, ragazzi e ragazze che, quando
erano sulla terra, hanno tanto amato Gesù e hanno vissuto seguendo i suoi insegnamenti;
per questo erano molto felici.
Ora sono ancora più felici perché si trovano per sempre in Paradiso, vicino a Dio.
 La Chiesa sceglie alcune di queste persone e ce le propone come esempio da seguire.
Infatti ogni giorno del calendario è collegato ad un Santo, ma i Santi sono molti di più.
Sono sante anche quelle persone che sono passate sulla terra senza che nessuno si
accor­gesse di loro, ma che hanno dato una bella testimonianza di
amore a Dio e ai fratelli.
 
 ANCHE NOI POSSIAMO ESSERE SANTI?
Sì, perché i Santi erano persone come noi, commettevano anche dei peccati, ma
siccome amavano tanto Gesù, volevano essere sempre suoi amici.
Perciò si confessavano spesso, partecipavano alla Santa Messa,
pregavano con cuore sincero e vivevano tutta la loro vita con
impegno e passione.
Volevano tanto bene anche Maria, Madre di Gesù e di tutti noi.Perché, quando preghiamo, invochiamo anche i Santi?
Invochiamo anche i Santi perché sono amici fedeli del Signore e si trovano con lui in Paradiso.
 Infatti se ci rivolgiamo a loro, che ci amano tanto, chiederanno a
Dio di ascoltare le nostre preghiere.

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Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

giugno 17th, 2012 // 9:34 am @

 

Il commento della XI Domenica del Tempo Ordinario è di padre Ermes Ronchi

Il regno di Dio, forse non è inutile ricordarlo, non è uno Stato che si affianchi agli esistenti, non è un’impresa o un’associazione come ce ne sono tante, di carattere economico, culturale, sociale. Il regno di Dio si trova là dove singoli uomini orientano a Dio la propria vita, e così facendo concorrono a orientare il mondo. In proposito, le due brevi parabole intendono affermare che la semina e la crescita del Regno si devono alla libera iniziativa di Dio, e solo Lui ne conosce le dinamiche; solo lui sa perché nasce e cresce più qui che là, più in un certo tempo che in altri, se presto o quando maturerà. E l’uomo deve avere pazienza; come il contadino non può affrettare la crescita di quanto ha seminato, così il cristiano può desiderare intensamente, con le migliori intenzioni, che il suo Signore sia conosciuto e accolto da tutti, ma deve umilmente sottomettersi a un progetto di salvezza di cui non è l’autore né il realizzatore. E’ Dio che chiama, chi quando e come Lui solo sa; Dio ci invita a collaborare, ma non sappiamo come, quando e verso chi Egli valorizzerà il nostro impegno. (Mons Roberto Brunelli)

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

IL COMMENTO DI PADRE ERMES RONCHI. Nel cuore di tutti il seme di Dio. Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno. Gesù parla delle cose più grandi con una semplicità disarmante. Non fa ragionamenti, apre il libro della vita; racconta Dio con la freschezza di un germoglio di grano, spiega l’infinito attraverso il minuscolo seme di senape. Perché la vita delle creature più semplici risponde alle stesse leggi della nostra vita spirituale, perché Vangelo e vita camminano nella stessa direzione, che è il fiorire della vita in tutte le sue forme.

IL REGNO DI DIO. Accade nel regno di Dio come quando un uomo semina. Dio è il seminatore infaticato della nostra terra, continuamente immette in noi e nel cosmo le sue energie in forme germinali: il nostro compito è portarle a maturazione. Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali. Nessuno ne è privo, nessuno è vuoto, perché la mano di Dio continua a creare. La prima parabola sottolinea un miracolo di cui non ci stupiamo più: alla sera vedi un bocciolo, il giorno dopo si è aperto un fiore. Senza alcun intervento esterno. Ecco: Che tu dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Com’è pacificante questo! Le cose di Dio fioriscono per una misteriosa forza interna, per la straordinaria energia segreta che hanno le cose buone, vere e belle. In tutte le persone, nel mondo e nel cuore, nonostante i nostri dubbi, Dio matura. E nessuno può sapere di quanta esposizione al sole, al sole della vita, abbia bisogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone, nei figli, nei giovani, in coloro che mi appaiono distratti, che a volte giudico vuoti o senza germogli. La seconda parabola mostra la sproporzione tra il granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, e il grande albero che ne nascerà. Senza voli retorici: il granello non salverà il mondo. Noi non salveremo il mondo. Ma, assicura Gesù, un altro è il nostro compito: gli uccelli verranno e vi faranno il nido. All’ombra del tuo albero, dei fratelli troveranno riposo e conforto. Guardi un piccolo seme accolto nel cavo della mano, lo diresti un grumo di materia inerte. Ma nella sua realtà nascosta quel granello è un piccolo vulcano di vita, pronto a esplodere, se appena il sole e l’acqua e la terra… Il seme ci convoca ad avere occhi profondi e a compiere i gesti propri di Dio. Mentre il nemico semina morte, noi come contadini pazienti e intelligenti, contadini del Regno dei cieli, seminiamo buon grano: semi di pace, giustizia, coraggio, fiducia. Lo facciamo scommettendo sulla forza della prima luce dell’alba, che appare minoritaria eppure è vincente. Qui è tutta la nostra fiducia: Dio stesso è all’opera in seno alla terra, in alto silenzio e con piccole cose.

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Messaggio della Regina della Pace…

luglio 4th, 2011 // 12:46 pm @

(Regina della Pace)

Carissimi, ecco il messaggio che Mirjana ha ricevuto ieri, 2 Luglio 2011, trasmessoci da Krizan Brekalo e dato a lui da Milenko Vasilj:

“Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me”.

Mentre se ne andava, la Madonna ha mostrato sul lato sinistro la tenebra e sul destro una croce come in una luce dorata. Mirjana ritiene che la Madonna abbia voluto mostrare la differenza tra un cuore purificato ed uno non purificato.

 

 

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Testamento spirituale di Shahbaz Bhatti

giugno 13th, 2011 // 1:48 pm @

 E doveroso, per noi cristiani, conoscere la testimonianza offerta dal ministro pakistano, per le minoranze religiose, Shahbaz Batti, limpida figura di testimone della fede, assassinato dai fondamentalisti talebani il 3 marzo 2011 ad Islamabad.

. Sulla morte di questo martire della fede cristiana e della libertà religiosa, Papa Benedetto XVI è intervenuto allAngelus di domenica 6 marzo con queste parole: Chiedo al Signore Gesù che il commovente sacrificio della vita del ministro pakistano Shahbaz Bhatti svegli nelle coscienze il coraggio e limpegno a tutelare la libertà religiosa di tutti gli uomini e, in tal modo, a promuovere la loro uguale dignità.
Testo del testamento spirituale
“Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia.

Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. Fu lamore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.

Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.

Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.

Credo che i cristiani del mondo che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005 abbiano costruito dei ponti di solidarietà, damore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: le genti non si odieranno, non uccideranno nel nome della religione, ma si ameranno le une le altre, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione.

Credo che i bisognosi, i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzi tutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo, che siano la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna”.

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