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“Continuità” di Walt Whitman

luglio 29th, 2011 // 8:57 am @

 

Continuità

Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto,
nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del mondo,
né vita, né forza, né alcuna cosa visibile;
l’apparenza non deve ingannare, né l’ambito mutato confonderti il cervello.
Vasti sono il tempo e lo spazio – vasti i campi della Natura.
Il corpo lento, invecchiato, freddo – le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo,
la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere;
il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi;
alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera,
con l’erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

            Walt Whitman

Category : Poesia

O Capitano! Mio Capitano! Poesia di Walt Whitman

luglio 28th, 2011 // 7:36 pm @

Category : Poesia

“L’Amore che sfugge al cuore”

luglio 28th, 2011 // 5:09 pm @

 

Non voglio,

non posso amarti…

è scaduto il nostro tempo!

Ora

mi fermo qui

e prendo al volo

quella felicità

che mi offrono i gabbiani

sul tramonto del mare!

(Matilde Maisto)

Category : Pensieri Sparsi

La libertà – Freedom

luglio 27th, 2011 // 7:27 pm @

 

LA LIBERTA’ – FREEDOM

Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano,
un’infinita idea di libertà, senza limiti.

…Richard Bach – Gabbiano Jonathan Livingston

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatrici
come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello
della schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…
anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.

Paulo Coelho – Lo Zahir

La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole;
essa non dipende da vittorie esterne, ma interne.

Paramahansa Yogananda – Autobiography of a Yogi

 

I dubbi te li crea la libertà.

Jim Morrison

L’uomo è nato libero, e dappertutto è in catene.

Jean Jacques Rousseau – Il contratto sociale

 

Category : Pensieri Sparsi

Abraham B. Yehoshua “Le nozze di Galia” e “Di fronte ai boschi”

luglio 27th, 2011 // 10:08 am @

 

Due dei più intensi racconti dello scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua: Le nozze di Galia, in una dimensione onirica il giovane amante vive il dramma dell’amore non corrisposto. Uno strano viaggio nel ricordo di un passato che sembra sfumare nell’aria calda della Palestina. Il kibbutz dove si celebrano le nozze della sua amata Galia; e Di fronte ai boschi, una storia dai connotati più concreti, in cui un debole e confuso studente, improvvisato guardiaboschi per sfuggire alle pressioni della società civile si rifugia nella solitudine di un bosco. Ma, complice in un incendio doloso, nel fuoco ritrova l’esplosione del suo animo, costretto ad una vita di repressione.

L’autore
Abraham B. Yehoshua è uno scrittore israeliano, nato a Gerusalemme nel 1936. Ha conquistato il pubblico internazionale con i suoi racconti e i suoi romanzi, nei quali esprime la questione del rapporto tra popoli diversi, che hanno religioni e culture differenti. I suoi personaggi sperimentano le drammatiche, spesso tormentate, difficoltà di stabilire rapporti umani e relazioni personali autentiche che non sfocino nell’incomprensione e nell’intolleranza. Questo tema emerge anche nella proiezione storica della sua terra natia – sfondo costante alle sue opere – in romanzi come Viaggio alla fine del millennio e Signor Mani. Altro tema che caratterizza i suoi scritti è il rapporto familiare, che si evolve spesso nell’amore coniugale, il quale non essendo attestato da legami di sangue, viene messo in discussione giorno per giorno nelle situazioni più diverse.

Le nozze di Galia
Le nozze di Galia è il racconto di un viaggio che appare quasi un sogno. Nelle terre della Palestina aleggia il ricordo di un passato ancora vivido nella memoria del protagonista, che, in prima persona, confessa il suo amore mai sopito per Galia, promessa sposa di Dani. Nel giorno delle sue nozze il giovane amante è pronto a compiere uno strano viaggio, insieme a un autista dall’aspetto deforme – quasi fiabesco – e un gruppo di tre uomini, altri tre amanti di Galia.

Mentre per i tre uomini le nozze sono l’occasione per assalire, in un intrico di membra e corpi assassini, il futuro marito, punendolo per l’orgoglio ferito dell’abbandono da parte dell’amante; il giovane è pronto a rivelare il suo amore alla giovane donna, che non ha mai smesso di desiderare, e che aspetterà fino al giorno in cui gli concederà il suo cuore.
– Siederò sulla pietra. Starò giorno e notte a braccia conserte, guardando la collina. […] Dalla pietra spunterà un rampicante, e il rampicante sarà lungo e fine. Mi coprirà. Si attorciglierà su di me, da me germoglierà. […] Nessuno mi accuserà, nessuno accuserà il mio amore.
Eppure, quello strano pulmann che lo aveva accompagnato nel suo viaggio onirico, lo riporterà indietro, in una dimensione che non distingue il vero dal sogno, lontano dalla sua amata donna.

Di fronte ai boschi
Il giovane studente trentenne ha bisogno di evadere dalla città, dalla sua routine quotidiana. Gli amici, le serate, le donne, lo distolgono dallo studio universitario. Dopo aver rimandato anche gli ultimi esami, gli amici, già laureati, lo convincono ad allontanarsi e a rifiugiarsi nell’isolamento di una casa da guardiaboschi.
Solitudine. E’ proprio quello che cerca il giovane studente, che accetta l’incarico di guardiaboschi, e fugge dalla città verso il bosco, un’immensa distesa di pini, dove sembra non esserci anima viva, eccetto uno strano tizio arabo con la sua bambina. Solitudine, una “pura solitudine”, e il silenzio. E’ quella la giusta soluzione? La vista del bosco lo emoziona, è qualcosa di meraviglioso, di cui non immaginava nemmeno la presenza. Ma la consapevolezza di una grande responsabilità gli toglie perfino il sonno.
 
Lo stupisce all’improvviso la pesante responsabilità che gli è toccata. Ma più duro di tutto è il silenzio. Perfino con se stesso non riesce che a scambiare poche parole. Potrà mai aprire un libro qui? Non è aconra sazio del panorame che lo confonde ed esalta.
Al passare della primavera, la stagione estiva porta con sé decine di gruppi di turisti che campeggiano nel bosco. La solitudine lascia il posto ad un’intensa vitalità, le grida, la musica dei giovani gitanti rompono il silenzio. Le responsabilità aumentano, e di studiare non se ne parla proprio.

Ma quando torna l’autunno un nuovo senso di vuoto nel suo animo riporta con sé la tristezza. E’ un animo afflitto, tormentato, che ha bisogno di una riesplosione di vita. “Chi gli restituirà tutte le ore vuote?”. L’arabo. E il suo desiderio di risvegliare il suo antico villaggio, sepolto sotto il manto verde del bosco. L’incendio. La giovane vedetta rimane lì a fissarlo, e nel contemplarlo prova nuove emozioni.
Si riprende da quell’irrazionale stato di trance, di meraviglia che prova per le fiamme che divorano il bosco, solo quando farà ritorno alla sua vita normale. Quando comprenderà di aver perso quell’ennesima occasione che gli era stata offerta per diventare qualcuno.
Come abbiamo già detto, è ancora giovane. Ma i veri amici hanno perso ogni speranza. Lui li cerca nelle notti d’inverno, rabbrividendo dal freddo, un cane fradicio che chiede luce, e calore.
E loro si fanno scuri in volto, e chiedono:
– Be’, cosa vuoi?

Category : Racconti/Romanzi

“Edelweiss” di Filippo Crudele

luglio 26th, 2011 // 11:14 am @

 

Edelweiss

Dal freddo pungente,
dal sole rovente,
un bel fiore
si difende e risplende.
Fiocco magico di neve
che non si scioglie,
magico e perenne.
Siberiano immacolato,
umile emigrato:
su montagne alte e belle,
fino a toccar le sorelle,
in cielo le stelle.
Vessillo dell’alpino,
degno diadema di una regina,
Edelweiss o Stella Alpina.
Siberiano immacolato,
nobile e altolocato,
su montagne alte e belle:
Edelweiss, Edelweiss, Edelweiss.

Category : Poesia

“Lezione di tango” di Matilde Maisto

luglio 25th, 2011 // 10:16 am @

 

Il tango argentino la mia passione! “Mi piace veramente moltissimo – dicevo a mia madre –  ma non ho un compagno che faccia coppia con me, per imparare a ballarlo. Però ho deciso che prenderò ugualmente qualche lezione, magari ballando direttamente con il maestro”.
Ero decisa, ormai, e sia madre che io stessa, sapevamo che nessuno mi avrebbe dissuasa, con la testa dura che mi ritrovo!
Quel pomeriggio misi piede nel salone della scuola di ballo, con timidezza, guardandomi intorno, un po’ impacciata ed arrossendo violentemente quando, entrando, tutti mi guardarono con curiosità…che cosa ci faceva quel pulcino impaurito in un luogo dove il ritmo era molto sensuale ed  i ballerini sprizzavano sangue caliente da ogni poro?
Io ero un pò confusa, ma  non mi arresi, mi diressi decisa verso il banco della reception, dove c’era una bionda signora, molto bella e gentile, che subito s’interessò a me, mettendomi a mio agio.
Dopo aver sentito le mie esigenze si rivolse ad un tale : “Luis – disse – occupati di questa signorina, che desidera prendere lezioni di tango!”
Luis mi guardò senza alcun interesse, pregandomi di attendere che terminasse la lezione con una bella brunetta tutto pepe, che continuava a sculettare, lasciandosi cullare dalla musica e dalle braccia forti del suo partner.
Solo dopo circa venti minuti Luis, si degnò di rivolgermi la parola: “hai già preso qualche lezione di tango?” – mi disse – “No” – sussurrai – alquanto incerta! “Meglio così – continuò – sarà più facile insegnartelo.”
Poi, da quel momento in poi, fu come se non parlasse più con me: mi prese per mano e mi condusse al centro della sala, guardami mi disse e cerca di desiderare il mio corpo: per imparare il tango, prima di tutto bisogna sentirlo, bisogna respirarlo, devi desiderare il tuo partner, come se fosse il tuo ultimo atto d’amore, così dicendo inizio a ballarmi intorno, con un ritmo incessante dei piedi e battendo le mani, come se ballasse un flamenco, continuava a girare, girare, girare…. ed io mi sentii stordita dalla musica, dal ritmo e da Luis, come era possibile? In un attimo mi ero innamorata di lui.
Luis aveva compreso tutto ed allora, come per consolarmi, mi prese tra le braccia ed iniziò a dondolare con me, facendomi attraversare tutta la sala. Io non mi muovevo eppure mi ritrovavo da una parte all’altra, senza comprendere come tutto ciò avvenisse!
Improvvisamente la musica s’interruppe e Luis mi disse – Per oggi basta, ci vediamo mercoledì prossimo –
Noooooo, gridava il mio cuore, ancora stordito, non voglio lasciarti! Ma dissi semplicemente: “si, va bene, a mercoledì”.
Subito fui in strada, pioveva a dirotto, ma io non mi accorgevo della copiosa pioggia che scendeva su di me che continuavo a dondolarmi pensando di trovarmi ancora tra le braccia di Luis.
Dopo poco fui a casa, non cenai quella sera, avevo solo voglia di stare da sola nella mia camera a pensare che cosa fosse accaduto in me… Ero innamorata pensai, era incredibile, ma vero! Aspettai il mercoledì successivo trepidante ed impaziente e poi finalmente, dopo una settimana varcai la soglia del salone. Immediatamente cercai  con gli occhi Luis, ma non lo vidi, pensai che fosse malato… che avesse avuto qualche impegno…! Poi fui avvicinata da un altro maestro, al quale timidamente chiesi: “Ho già ballato con Luis, non sarebbe possibile avere lui come insegnante?”
“No – mi rispose l’altro – Luis non c’è più, è ripartito per la Spagna, ha raggiunto sua moglie che gli ha appena regalato una bella bambina!”
Nel breve tempo di un attimo si frantumava il mio splendido, ma patetico ed inutile sogno d’amore!
Addio Luis – pensai – ti auguro tanta felicità! Intanto la musica del tango argentino incalzava e diventava sempre più affascinante!

Category : Racconti/Romanzi

“Il Silenzio interrotto” (Anima Tonda)

luglio 22nd, 2011 // 8:47 am @

 

Ho provato ad ascoltarmi
dentro una quiete
dello schiamazzo marino.
Seduta sul morbido cuscino
di sabbia
stringevo i pugni
che strillavano il desiderio
di comprensione e di esistenza.
Cosa sono le emozioni
che mi appartengono?
Mi torni in mente.
Mi sento una nullità
per la rabbia immensa
provata:
non poterti mai avere.
Un’onda ha spezzato
il seguito dei miei pensieri

Category : Poesia

“Lucciola” dalla raccolta di poesie d’amore di Lisa Zampieri

luglio 21st, 2011 // 8:17 am @

 

LUCCIOLA

Non mi hanno voluta… così
mi sono data.
Sono sporca come l’olio sulle mani,
che lavi, lavi e lavi, ma non va mai via.
Mia madre rinnega il mio nome
e io non conosco la donna
che ogni mattina
mi guarda dallo specchio.
Ma ho cercato e Dio solo lo sa
quanto ho cercato
di liberarmi da questa disgrazia.
“Domani smetto… volto le spalle
e getto i tacchi a spillo…”,
ma non è semplice,
questa vita ti si appiccica addosso
e non ti molla più.
Se tanto tempo fa
qualcuno mi avesse voluta,
forse adesso,
sarebbe tutto diverso
e non sarei qui
pronta a rifarmi il trucco,
e a farmi inghiottire
ancora una volta dalla notte.

                                           LISA

Category : Poesia

Auguri a Luca Cacciapuoti 20 Luglio 2011

luglio 20th, 2011 // 8:55 pm @

Mio carissimo Luca, figlio mio amato ed adorato, i tuoi anni come la primavera: giovani, belli, entusiasmanti come quando guardi una stella cadente, conservali così e colora tutte le cose che dici, che tocchi, che baci… solo così diventerai “il principe della vita”.

 

Ti auguro tanti giorni di felicità quante sono le gocce del mare e tanto amore quante sono le stelle in cielo, insieme alla tua Adriana.

 

Buon compleanno, amore mio, avrai sempre il mio cuore in ogni momento, ma ti affido all’aiuto di Dio per la tua vita!

 

Ciao, mamma!

Category : Pensieri Sparsi