Browsing Month agosto, 2012

Buona Giornata

agosto 30th, 2012 // 9:32 am @

Category : Pensieri Sparsi

“Camera D’Albergo” di Colette

agosto 23rd, 2012 // 3:09 pm @

 

Camera d’albergo, apparso per la prima volta nel 1940, è una profonda riflessione sui vizi e le pene dell’amore. Colette indaga sui misteri di una giovane coppia, apparentemente del tutto ordinaria, trovandosi ad inseguire, suo malgrado, le tracce dell’amante di lui, che se ne è andata senza lasciare alcun indizio dietro di sé. Ne scaturisce un racconto teso e bellissimo, che se da un lato ci riporta all’atmosfera del music-hall e degli anni teatrali di Colette – che tanta parte hanno avuto nelle sue opere giovanili, a cominciare da La vagabonda -, dall’altro appartiene già un’epoca di diversa maturità della scrittrice, che proprio in racconti come questo si rivela fra i più profondi osservatori dell’animo umano.

Una cittadina termale, una coppia perbene, una donna misteriosa, una vedette del music-hall. In vacanza con la sua gatta, Colette sfugge alla noia grazie a bizzarri compagni di villeggiatura, “che passano da un amore all’altro in meno tempo di quanto ne occorra per dirlo”. La sua penna acuminata ed elegante ci conduce tra segreti e bugie, vizi e tormenti, alla scoperta degli angoli più remoti dell’animo umano.

Camera d’albergo è una profonda riflessione sui vizi e le pene dell’amore, un racconto teso e bellissimo.

 

Colette

 

Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye, 28 gennaio 1873 – Parigi, 3 agosto 1954), è stata una scrittrice francese, considerata fra i maggiori della prima metà del XX secolo. Insignita delle più importanti onorificenze accademiche, nonché Grand’Ufficiale della Legion d’onore, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato. Colette è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici. Ebbe tre mariti e un amante più giovane di lei di trent’anni, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese.

Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria furono la testimonianza di una donna libera, anticonformista ed emancipata, che sfidò le convenzioni e le restrizioni morali dell’epoca, e che contribuì a rompere certi tabù femminili già a partire dalla sua prima creazione letteraria, il personaggio di Claudine “dall’ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata sensualità” e, come la definirà Willy, “una tahitiana prima dell’avvento dei missionari […], più amorale che immorale”. La fortunata serie delle Claudine, piena di un certo pigmento erotico, ai primi del XX secolo rivestiva un carattere osé notevole.

Category : Cultura &Racconti/Romanzi

“Senza di te” di Teresa Di Gaetano

agosto 9th, 2012 // 4:18 pm @

BuonPomeriggio,
Oggi parliamo di un libro edito dalla Butterfly Ed.
La scrittrice è una giovane donna, italianissima, Teresa Di Gaetano, già autrice di “La Sabbia delle Streghe – La leggenda di Prime Rose“. La copertina è stata realizzata da una bravissima illustratrice, Chiara Boz e a noi piace molto. Ma torniamo al romanzo….
 
 
 
 
 

Nina è una giornalista, vive in un appartamento tutto suo ed è circondata da amici che le vogliono bene; tutto questo, però, non basta più da quando Pietro è andato via. Adesso, Nina è una donna sospesa: colei che attraversa la città con le sue gambe, che scrive articoli con le sue mani, non è altro che l’ombra della donna che è stata. Persino i suoi migliori amici, Leo ed Elena, sembrano non capire la profondità del dolore che l’attanaglia e Nina, perseguitata dal ricordo di Pietro come da uno spettro, non può che sentirsi terribilmente sola. Sola, mentre affronta il dedalo di strade cittadine, mentre viene assorbita dal caotico paesaggio urbano, sfondo rumoroso e costante della vita dei protagonisti. La solitudine, però, dovrà combattere con la forza che Nina ha ancora dentro di sé, celata dietro la paura di ricominciare ad amare.

Un romanzo intenso sull’abbandono, sul vuoto creato dall’assenza – tutte le assenze, quelle di coloro che ci hanno lasciato così come quelle di chi c’è ancora, ma non riesce a comprenderci. Una storia indimenticabile che è danza d’opposti: il dolore e la speranza, la solitudine e il calore dell’amicizia, la morte interiore e la rinascita della fenice dalle sue stesse ceneri.
 
 Estratto del libro:
Hai riagganciato freddamente. Ho visto sul display del cellulare il tuo nome, PIETRO, e sotto chiamata terminata. Calde lacrime hanno iniziato a scendermi sulle guance.
“È davvero finita”, ho pensato tristemente, sconfitta. “Non c’è più alcuna speranza che qualcuno o qualcosa mi riporti da te, amore mio.”
Mi sono seduta sul letto a piangere. Nel frattempo, sul display del cellulare il tuo nome e chiamata terminata sono scomparsi.
“Ho paura”, ricordo di aver pensato, “che il mio cuore diventi gelido e indifferente all’amore.”
Mi sono alzata e diretta verso la finestra. Ho scostato la tenda: le autovetture scivolavano leggere sul nero asfalto. Con gli occhi pieni di lacrime, mi sono diretta in bagno. Ho fatto la doccia.
L’acqua si confondeva con il mio continuo lacrimare.
Quando qualcuno ti lascia è come ricevere uno sparo in pieno petto: ti senti morire, e il mondo, il mondo intero ti crolla addosso.Tutto ciò che non ti riguarda, per me, è diventato noia e tormento. Andare tutti i giorni in redazione sapendo che la tua presenza nella mia vita non ci sarà più, è un tormento al quale non so dare pace. Ogni santo giorno la tua cara immagine mi appare davanti gli occhi e così i ricordi, in questo sconfinato vuoto, diventano delle lance dalle quali non riesco a non farmi colpire.
 

L’autrice

 

Teresa Di Gaetano è diplomata in Giornalismo Radiotelevisivo, giornalista, ha collaborato per diverse testate giornalistiche locali.
Ha partecipato a due concorsi giornalistici che ha vinto. Il primo, presso un’emittente locale, prevedeva la realizzazione di un telegiornale per ragazzi nell’ambito di un progetto previsto dalla provincia. Il secondo, un concorso letterario-giornalistico, le ha permesso di partecipare ad uno stage di quattro mesi presso l’ADNKRONOS sezione cultura di Roma.
Inoltre, per due anni ha frequentato a Roma un corso di giornalismo ed ha avuto come insegnanti le migliori firme del giornalismo italiano.  Ha partecipato a diversi premi letterari, alcuni suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie dei premi. Ha scritto tre libri: Bubble, Bubble! Dodici racconti, Conchiglia… e altri racconti (Casa editrice Montedit) e il romanzo fantasy d’esordio La bambola di vetro (Casa editrice Montedit). Ha scritto anche una fiaba “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose”.

QUI il suo blog.

Cosa ne dite di questa romantica storia? Chi di voi ha intenzione di leggere questo libro?

Category : Racconti/Romanzi

“Un gatto alla finestra” di Hans Tuzzi

agosto 9th, 2012 // 4:15 pm @

A Milano, una notte d’inizio estate del 1984, due bambine scompaiono da casa.

Vengono ritrovate nelle solitudini del quartiere di Lambrate: volevano giocare, ma si erano perse.

Due giorni dopo i genitori si presentano in questura: Patrizia e Valeria hanno lo stesso incubo, che si ripete. Ch cosa hanno visto dietro una finestra illuminata?

Una nuova indagine del commissario Melis in una Milano di peroferia, dove nelle strade sempre più deserte di una città afosa già abbandonata da chi può, si vedono ancora gli operai uscire dai cancelli delle grandi fabbriche, la sera, al suono lugubre delle sirene.

Estratto del libro:

“Oh dottore, è qui”. Le dita gialle di nicotina, l’aria perennemente infelice, il piccolo Sntanicchia sembrò sinceramente contento di vedere Melis, suo diretto superiore presso la Questura centrale sino a pochi mesi prima. A farla breve, alle 21,00 i coniugi Folicaldi e Maggi, età fra i trenta e i quaranta, si erano presentati insieme al commissariato per denunciare la scomparsa delle rispettive figlie, Patrizia e Valeria, figli uniche, entrambe di anni sei, compagne di classe e amiche inseparabili.  – Le due famiglie – spiegò Santanicchia – abitano in via Conte Rosso, in due case l’una di fronte all’altra – Era la prima volta che le bambine, uscite forse a giocare, non rientravano per l’ora di cena, e i genitori, sempre più preoccupati, si erano decisi a ricorrere alla Polizia…

Hans Tuzzi

Hans Tuzzi, pseudonimo di Adriano Bon (Milano, 1951), è uno scrittore e saggista italiano.
Studioso, consulente editoriale e docente universitario (master in editoria cartarcea e multimediale all’Università di Bologna), con lo pseudonimo Hans Tuzzi – che è il nome di un personaggio del romanzo L’uomo senza qualità di Robert Musil – ha scritto una serie di romanzi gialli ambientati a Milano e con protagonista il commissario Norberto Melis.

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:
Il maestro della testa sfondata, Perché Yellow non correrà, Come il cielo sull’Annapurna, Tre delitti un’estate. Calde vacanze per il commissario Melis, La morte segue i magi, L’ora incerta tra il cane e il lupo.

Category : Racconti/Romanzi

“Dire mai e altri racconti” di David Foster Wallace

agosto 4th, 2012 // 10:36 am @

Due dirigenti alle prese con un messaggio cardiaco “Per fortuna il funzionario commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco”

Con frasi ridondanti, burocratiche, viene descritta in poche pagine una tragedia metropolitana. Due funzionari si incontrano nel grande garage della ditta. Valigetta, cravatta. Il più corpulento dei due fa un infarto, appena prima di salire in macchina. Si accascia a terra. La scena è al rallenty, e la padronanza, la virtuosità della scrittura di Wallace è totale. Assistiamo con i nostri occhi alla catasfrofe, questo è quanto. L’altro funzionario corre in soccorso del morente e comincia il massaggio cardiaco e la respirazione bocca  bocca. Uno, due, tre, quattro, soffio. E poi di nuovo: uno, due… alla fine del soffio, quando l’aria esce dalla gola del malato, il funzionario alza la testa e grida “Aiuto!” con tutta la sua forza. Ma sono in un grande garage sporco, la vita è molti piani più in basso. Non importa, il funzionario continua con il massaggio e la respirazione. Questo grido inutile, questo “Aiuto!” graidato nel vuoto, per un pò ha fermato anche il nostro, di cuore.


Un ragazzo ricco e i suoi amici punk “La ragazza dai capelli strani”

“La ragazza dai capelli strani” è una delle prime opere di David Foster Wallace. E’ una raccolta di racconti che non hanno un collegamento tra di loro, ma descrivono in maniera attenta e vigile le diverse caratteristiche della cultura americana. Un excursus interessante tra la cultura della televisione (Piccoli animali senza espressione, La mia apparizione) o quella pop-punk (La ragazza dai capelli strani), tra personalità sole, nevrotiche e alienate, nel mondo pubblico della politica (Lyndon) o privato di persone semplici e comuni (Dire mai).
Un modo di raccontare unico e non solo nel senso di difficile inquadramento, che lo rende di sicuro interessante e particolare, ma anche nel senso che dà l’impressione che il linguaggio cambi per ogni racconto, come in un tentativo (a mio modo di vedere riuscito) di far indossare alla particolare storia descritta l’abito che più le si adatta. In alcuni casi si può notare come la descrizione non è lineare ma ha degli scarti improvvisi oppure è un palleggiarsi di punti di vista con finali accennati, abbozzati o quasi inesistenti.
Un quadro quindi della cultura americana fatto con grande acume e con un linguaggio che dà l’impressione di entrare di taglio nelle problematiche per carpirne le più recondite ragioni.
Tanti gli spunti di riflessione che quest’opera offre perché diversi sono i temi affrontati così come tante le sensazioni che uno può ricercarvi. Riporto un passaggio, a mio modo di vedere interessante, sulla cultura della televisione e di come questa possa influire negativamente sulla persona. Parlando infatti dei telespettatori
La TV è arrivata a rappresentare tutto il loro universo emotivo, l’unica cosa che hanno, e in un certo senso il loro unico modo di definirsi come esistenti, come essersi dotati di un’identità distinta.
Wallace non è contro la televisione odierna, lui la vede semplicemente come un mezzo di espressione della decadenza dei nostri tempi. In un’intervista (allegata negli extra del libro) dice
La TV è solo un sintomo come tanti altri. Non è stata la TV a inventare il nostro infantilismo estetico così come non è stato il progetto Manhattan a inventare l’aggressività. Le armi nucleari e la TV hanno semplicemente intensificato le conseguenze di certe nostre tendenze, hanno alzato la posta in gioco.
Chiude la raccolta un racconto inedito. “La ragazza dai capelli strani” infatti esce negli Stati Uniti nel 1989. In questa edizione viene aggiunto un racconto inedito uscito sul New Yorker nel 2007 col titolo “Brave Persone”. Leggendolo si nota una discontinuità nel modo di rappresentare fatti e persone rispetto ai racconti propri della raccolta. Si tratta di un racconto di una certa delicatezza, di due giovani, di una scelta difficile e complessa, una narrazione lineare fatta in tono pacato e intimamente delicato.

Una famiglia distrutta dall’adulterio “Dire mai”

Qui si parla di un adulterio che distrugge volutamente e consapevolmente non solo un rapporto d’amore, non solo una famiglia ma una “costellazione” di persone, tutte le persone che sono legate all’uomo che rompe con la sua vita precedente di “bravo ragazzo”. Ma in questo breve racconto c’è lo spazio anche per altro: una delle più toccanti descrizioni che io ricordi della vecchiaia e delle emozioni d’amore in questo periodo della vita. Inoltre una invenzione da Wallace, la lettera con cui il marito fedigrafo comunica a tutti, tutti quelli della sua costellazione, quello che ha fatto: non so se Wallace si sia rifatto ad episodi reali, di cui ha avuto esperienza diretta o indiretta, ma il solo concepire una lettera del genere e il modo in cui lo scrive è, a mio parere, geniale:
“[…] non è desiderio né intenzione di codesta lettera apertamente sondativa, a) giustificare quelle attività libidinoso/genitali […]; o b) fornire una spiegazione delle stesse, giacchè la spiegazione di qualunque tipo di trasgressione inevitabilmente si metastatizza in giustificazione (vedi a)); ma piuttosto c) informare quelle parti sulle quali la mia esistenza e il comportamento che la definisce si presume possano avere un qualche effetto […]; e d) descrivere […] nonchè e) indicare le conseguenze prevedibili di tali attività per il mittente della presente, per le terze parti direttamente influenzate dalle sue scelte e per quelle terze terze parti le cui circostanze psichiche sono, in qualsivoglia misura, legate alle nostre.”

Tutti i racconti di questa raccolta sono tratti dal libro “La ragazza dai capelli strani” edito da Minimum Fax.

Dall’autore che il “New YorkTimes” ha definito “la mente migliore della sua generazione”, tre racconti ironici, feroci, di struggente bellezza, che illuminano con prosa brillante e iperbolica le crepe della società contemporanea.

Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace (all’epoca già autore di un inconsueto romanzo, “La scopa del sistema”) come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come dichiara la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di “unire testa, cuore e viscere” nella sua scrittura. Dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie “Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un vigore avanguardistico che a distanza di vent’anni mantengono inalterata la potenza di questo libro”. Il volume contiene un racconto inedito dal titolo “Brave persone” uscito nel febbraio 2007 sul “New Yorker”.

David Foster Wallace

Wallace nasce a Ithaca, New York, il 21 febbraio 1962 da Donald Wallace e Sally Foster. Fino alla quarta elementare, Wallace ha vissuto a Champaign, Illinois, per poi trasferirsi a Urbana, dove ha frequentato la Yankee Ridge School. Iscritto all’Amherst College, la stessa università del padre, si è laureato nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, con una specializzazione in logica modale e matematica, per poi frequentare il primo semestre del corso di filosofia presso l’università di Harvard, che abbandonò alla fine del 1989 dopo il ricovero alla clinica psichiatrica McLean’s. La sua tesi in filosofia sulla logica modale, intitolata Richard Taylor’s ‘Fatalism’ and the Semantics of Physical Modality, soggetto del saggio del 2008 del New York Times Consider the Philosopher, è stata premiata con il Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ha ottenuto un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona.

Ha insegnato alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell’autunno del 2002 è diventato professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.

Il suo romanzo d’esordio, La scopa del sistema, si ispira alla sua seconda tesi universitaria, ed esce nel 1987. Il mondo della critica letteraria nota subito il talento di Wallace che, a soli venticinque anni, si distingue per il suo stile ironico, complesso e acuto. Nel 1989 esce negli Stati Uniti La ragazza con i capelli strani, una raccolta di racconti che tocca temi tipici di Wallace e viene considerata un suo manifesto poetico e stilistico.

Il secondo romanzo, Infinite Jest, esce nel 1996 e Wallace diviene in poco tempo un autore di culto internazionale. La rivista Time lo include nella lista pubblicata nel 2006 dei 100 migliori romanzi di lingua inglese dal 1923 al 2006. Il romanzo, considerato il capolavoro dello scrittore americano, descrive la complessità della società contemporanea: le difficoltà nei rapporti interpersonali, l’uso delle droghe, il ruolo sempre più importante del mondo dello spettacolo, dei media e dell’intrattenimento, l’esasperata competizione sociale, raccontata attraverso il tennis, sport praticato a livelli agonistici dallo stesso Wallace.

Definito dal New York Times un “Émile Zola post-millennio” e “la mente migliore della sua generazione”, la critica ha spesso paragonato David Foster Wallace ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov, Jorge Luis Borges. Considerato uno dei rappresentati della corrente letteraria Avantpop, ha ricevuto diversi premi, tra cui la MacArthur Fellowship.

Wallace è stato trovato dalla moglie, Karen Green, impiccato nel patio di casa sua a Claremont, in California, la sera del 12 settembre 2008.

Category : Cultura &Racconti/Romanzi

“Alzarsi in volo” di Giovanna Pezzera

agosto 1st, 2012 // 8:04 pm @

 

Alzarsi in volo

Il più in alto possibile

E con lo sguardo abbracciare

Il mondo intero

Scrollarsi di dosso

Il peso inutile

Delle nostre limitatezze

Per potersi di spazio

Inebriare

Un solo istante

E poi la fine

Category : Poesia