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Se fossi pittore di Edmondo De Amicis

giugno 3rd, 2014 // 8:09 pm @

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Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.
Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!
Vorrei ritrarla quando china il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;
vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.

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“A madonna d’ ‘e mandarine” di Ferdinando Russo

giugno 3rd, 2014 // 7:53 pm @

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Quanno ncielo n’angiulillo
nun fa chello c’ha da fà,
‘o Signore int’a na cella
scura scura ‘o fa nzerrà.
Po’ se vota a n’ato e dice:
-Fa venì San Pietro ccà!
E San Pietro cumparisce:
-Neh, Signò, che nuvità?
-Dint’ ‘a cella scura scura
n’angiulillo sta nzerrato:
miettammillo a pane e acqua
pecche ha fatto nu peccato!
E San Pietro acala ‘a capa
e risponne: -Sissignore!
Dice Dio: -Ma statt’attiento
ch’ha da stà vintiquatt’ore!
L ‘angiulillo, da llà dinto,
fa sentì tanta lamiente….
-Meh, Signò, dice San Pietro,
pè sta vota… nun fa niente.
-Nonzignore! Accussì voglio!
Statte zitto! Dice Dio;
si no ognuno se ne piglia!
‘N Paraviso cumann ‘io!
E San Pietro avota ‘e spalle.
Da la cella scura scura
l’angiulillo chiagne e sbatte,
dice ‘e metterse paura!
Ma ‘a Madonna, quanno ognuno
sta durmenno a suonne chine,
annascuso ‘e tuttequante
va e lle porta ‘e mandarine.

Category : Cultura &Poesia

“Letteratitudini” chiude alla grande la stagione 2013/2014

giugno 3rd, 2014 // 7:42 pm @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Una degna conclusione per un eccellente anno quello di Letteratitudini. Gli incontri, sempre di altissimo livello, hanno toccato momenti di grande cultura con i seguenti temi:
– Roberto Benigni recita il V Canto dell’Inferno “L’impossibile amore di Paolo e Francesca a confronto con la realtà dei giorni nostri”. L’amore, dunque, il tema della serata: “ …Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese di costui piacer sì forte, che, come vedi ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi la vita ci spense…”
– XXVI Canto dell’Inferno “l’incontro di Dante e Virgilio con Ulisse e Diomede”. Argomento principale dell’incontro è la conoscenza, perseguita nel caso specifico, con l’inganno: …”O fratelli, che siete giunti all’estremo ovest attraverso centomila pericoli, non vogliate negare a questa piccola veglia che rimane ai vostri sensi (ai vostri ultimi anni) l’esperienza del mondo disabitato, seguendo la rotta verso occidente. Pensate alla vostra origine: non siete stati creati per vivere come bestie, ma per seguire la virtù e la conoscenza”…
– Il sesto canto dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso: la traduzione poetica della sofferenza politica dantesca. Celebri le sue invettive: nell’Inferno contro Firenze, nel Purgatorio contro l’Italia e nel Paradiso contro tutto l’Impero.
– Successivamente siamo passati ad un’autrice attuale, Isabel Allende, con la sua grande lotta per la libertà e con i suoi famosi e bellissimi romanzi da “La casa degli spiriti” a “Paula” e molti altri testi.
– Un incontro eccezionale di questa stagione è stato quello dei “Canti alla Vergine Maria” con “Il Pianto della Madonna” dalle Laude di Jacopone da Todi; “Preghiera di San Bernardo alla Vergine” dalla Divina Commedia Canto XXXIII; “Il nome di Maria” dagli Inni Sacri di Alessandro Manzoni. Alto momento mariano, dunque, affrontato con grande zelo e segnata passione.
– In seguito Letteratitudini ha voluto dare la possibilità ad una giovane scrittrice locale, Marialuisa Santonicola, di raccontarsi agli amici del gruppo culturale parlando dei suoi lavori: “Vita… per caso” e “Angeli violati” .
– Ed eccoci giunti alla fine con “Maggio: il mese delle rose, il mese della festa della mamma, il mese mariano per eccellenza”. Una serata veramente eccezionale condotta dal relatore prof. Raffaele Raimondo che ha scelto lui stesso bellissime poesie dedicate alle rose, alla mamma e alla Madonna, come: “Elogio di una rosa” di Marino Moretti; “Da Cocott” di Guido Gozzano; “Dalla finestra” di Giuseppe Fanciulli; “Se fossi” di Zietta Liù; “La mia sera” di Giovanni Pascoli; “Se fossi pittore” di Edmondo De Amicis; “La madre” di Giuseppe Ungaretti; “A Nostra Signora” di Miguel de Cervantes Saavedra; “Santa Maria, Vergine della notte” di Don Tonino Bello; “A Madonna d’ ‘e mandarine” di Ferdinando Russo. Ogni partecipante del gruppo ha scelto una poesia che ha declamato con un magnifico sottofondo musicale di brani scelti e selezionati dallo stesso professore Raimondo. Ma il clou della serata è stato raggiunto quando tutti insieme abbiamo intonato le cinque più belle canzoni napoletane dedicate al mese di maggio: Era de Maggio – Torna Maggio – Maggio si’ tu! -’Na sera’e Maggio – O’ Mese de rose. Maggio, si sa, è il mese delle rose e dell’amore, dei baci appassionati e dei matrimoni. Sarà per la dolcezza del clima, per le giornate che si allungano o per il profumo inebriante dei fiori, ma a Maggio c’è in ognuno di noi un rigoglioso risveglio di sensi che sembravano ormai assopiti dai cupi mesi invernali.
Un risveglio riscontrabile in ognuno di noi che abbiamo partecipato intonando i motivi delle canzoni con grande allegria, in amicizia, ma anche con una immancabile serietà e rispetto per la cultura.
Il gruppo si è dato appuntamento al prossimo autunno con l’intesa di mantenere sempre viva la fiammella della cultura e del sapere che arde prepotente in ognuno di noi.
Buone vacanze amici!

 

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