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LETTERATITUDINI: incontro del mese di Febbraio 2015

gennaio 31st, 2015 // 9:46 am @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Il brutto tempo ha fatto registrare un cambio di programma alla serata di Letteratitudini del mese di Gennaio 2015. Infatti è stato impossibile avere la presenza del professore Aldo Cervo che era stato indicato come il relatore della serata, e di conseguenza anche il tema da lui proposto “Ulisse e Polifemo, intelligenza e forza bruta a confronto” è stato rinviato al prossimo mese di Febbraio.
Di comune accordo con gli altri membri del gruppo si è pensato di ritornare nuovamente all’Iliade e di affrontare una parte del Libro Sesto, esattamente il colloquio di Ettore e Andromaca.
1-webUn incontro dolcissimo e molto toccante che ha fortemente coinvolto tutti i partecipanti alla serata. Qui di seguito riportiamo per sommi capi un sunto dell’incontro:
Ettore, il capo dei Troiani, dopo essersi recato da Paride per incitarlo alla battaglia, al ritorno a casa non trova più Andromaca, sua moglie; le schiave lo informano che la donna, spaventata per la sorte del marito, è corsa con il figlio sulle mura di Ilio. L’eroe si precipita fuori di casa per raggiungerla. Vedutolo, Andromaca gli corre incontro con l’ancella che tiene in braccio il piccolo Astianatte. La moglie in lacrime supplica Ettore di abbandonare la battaglia per non morire lasciando lei e il figlio soli: «Infelice, la tua forza sarà la tua rovina; non hai pietà del figlio ancora bambino e di me, sventurata, che presto rimarrò vedova perché gli Achei ti uccideranno?». Ettore, consapevole del suo ruolo di marito e padre, ma anche del2-web disonore che procurerebbe, disertando la battaglia, a sé e ai Troiani (i Teucri) così replica alla moglie: Donna, anch’io, sì, penso a tutto questo; ma ho troppo rossore dei Teucri, delle Troiane dal lungo peplo, se resto come un vile lontano dalla guerra. Né lo vuole il mio cuore, perché ho appreso ad esser forte sempre, a combattere in mezzo ai primi Troiani, al padre procurando grande gloria e a me stesso. Io lo so bene questo dentro l’anima e il cuore: giorno verrà che Ilio sacra perisca, e Priamo, e la gente di Priamo-buona lancia, ma non tanto dolore io ne avrò per i Teucri, non per la stessa Ecuba, non per il sire Priamo, e non per i fratelli, che molti e gagliardi cadranno nella polvere per mano dei nemici, quanto per te, che qualche Acheo dal chitone di bronzo ti trascinerà via piangente, libero giorno togliendoti, allora, vivendo in Argo, dovrai per altra tessere tela,,e portar acqua di Messeide o Iperea, costretta a tutto, grave destino sarà su di te. E dirà qualcuno che ti vedrà lacrimosa: ‘Ecco la sposa di Ettore, che era il più forte a combattere fra i Troiani domatori di cavalli, quando lottavan per Ilio!’ Così dirà allora qualcuno, sarà strazio nuovo per te,,priva dell’uomo che schiavo giorno avrebbe potuto tenerti lontano. Morto però m’imprigioni 3-webla terra su me riversata, prima ch’io le tue grida, il tuo rapimento conosca!» E dicendo così, tese al figlio le braccia Ettore illustre: ma indietro il bambino, sul petto della bàlia dalla bella cintura si piegò con un grido, atterrìto all’aspetto del padre, spaventato dal bronzo e dal cimiero chiomato, che vedeva ondeggiare terribile in cima all’elmo. Sorrise il caro padre e la nobile madre, e subito Ettore illustre si tolse l’elmo di testa, e lo posò scintillante per terra; e poi baciò il caro figlio, lo sollevò fra le braccia e disse, supplicando a Zeus e agli altri numi: ‘Zeus, e voi numi tutti, fate che cresca questo mio figlio, così com’io sono, distinto fra i Teucri, così gagliardo di forze, e regni su Ilio sovrano; e un giorno dirà qualcuno: È molto più forte del5-web padre! Quando verrà dalla lotta. Porti egli le spoglie cruente del nemico abbattuto, goda in cuore la madre!’
Un incontro direi quasi improvvisato quello di venerdì 30, ma come sempre riuscitissimo e molto vivace.

A cura di Matilde Maisto

Category : Pensieri Sparsi

AD OGIGIA, PRESSO CALIPSO

gennaio 4th, 2015 // 8:03 pm @

1 bis

Come ogni giorno mi ritrovo su questo promontorio e straziato nel cuore piango; continuamente guardo il mare e scrivo dei giorni che passano inesorabili.
Posso sentire l’odore del cedro che Calipso brucia nel focolare nella grande spelonca e ascoltare il bel canto mentre tesse con la spola d’oro.
Intorno a me un bosco lussureggiante: ontani, pioppi e cipressi odorosi.

2 bis

Sono finito in quest’isola a causa di Zeus che con un fulmine ha scagliato la mia nave contro le coste dell’isola. Tutti i miei compagni sono morti, solo io mi sono salvato, trasportato dalla corrente e dal vento fino alla riva. Mi ha accolto Calipso, mi ha nutrito e mi ha promesso l’immortalità.
Ora però il mio desiderio più grande è di ritornare in patria e di riabbracciare la mia sposa e mio figlio.

3 bis

Ho cominciato a costruire una zattera: ho tagliato grossi tronchi, li ho levigati e ho unito con chiodi e ramponi un saldo e alto castello, ho fatto anche un timone, per poterla guidare.
Intanto Calipso mi ha fornito pane, acqua e vino rosso, perché non soffra la fame, mi ha vestito e poi ha mandato un vento propizio e piacevole.
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Category : Cultura

LA FAVOLA BELLA DI MATILDE MAISTO

gennaio 4th, 2015 // 3:08 pm @

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C’era una volta una giovane ragazza che, per motivi di lavoro, si era trasferita nella città di Milano, ma era solita ritornare al suo paesello, alla sua famiglia, per il periodo delle ferie estive.

Quell’estate….: ero arrivata in mattinata, il lungo viaggio mi aveva stancata per cui avevo preferito restare con i miei familiari, seduta in giardino, alla leggera frescura della serata estiva.

Chiacchieravo allegramente con i miei nipoti e mi lasciavo coccolare da mio fratello che voleva farmi cenare di tutto e di più, ma soprattutto mi lasciavo coccolare dallo sguardo amorevole di mia madre, i cui occhi belli, luminosi, splendenti e ricolmi d’amore non si staccavano da me! Io facevo finta di niente, anzi facevo la preziosa, ma poi all’improvviso mi alzavo e l’abbracciavo con tutta la forza che avevo, le baciavo le guance e mi preparavo a ricevere tutte le coccole che solo lei ha saputo darmi in tutta la mia vita. Mi accovacciavo accanto a lei, le poggiavo la testa sul grembo e mi lasciavo carezzare i capelli, il collo, la schiena: era una carezza leggera, delicata, che mi dava un senso di immenso benessere…! Ero finalmente lì…ero con la mia mamma ed ero ancora la sua piccolina…! Che dolce sensazione, ancora oggi, al solo pensarci, sento dei brividi lungo la schiena che mi fanno desiderare la sua presenza.

Già…! La mia amata mamma, buona, onesta, caritatevole, bella, anzi bellissima: nonostante la sua età, ormai, avanzata, aveva una bellezza innata che non ha mai mutato il suo aspetto: mani lunghe e dita affusolate, come quelle di un pianista, pelle rosea e levigata come una preziosa porcellana, capelli lunghissimi, con qualche sfumatura grigia qua e là, che lei legava in una lunga treccia che poi arrotolava come uno chignon sulla nuca. Quante volte le ho disfatta quella treccia con la scusa di rimetterla in ordine, ma solo per il piacere di rifargliela a modo mio, per toccare quella lunga chioma che ai miei occhi somigliava a quella di una principessa! Ma lei, invece, era una donna umile ed era questa sua umiltà a renderla speciale, benvoluta da tutti.

Ancora oggi mi capita di incontrare delle persone che mi dicono tua mamma quanto era buona! Quante cose ha saputo insegnarmi! Tu le somigli molto, me la ricordi nel modo di parlare ed anche nel fisico! Per me queste sono parole magiche, stupende e non esiste un complimento migliore che io possa ricevere. Lo so, magari intendono dire che io sono molto rotonda, proprio come era diventata lei, ma io sono felice lo stesso, perché non era importante il suo fisico, ormai appesantito dall’età, ma la sua mente sempre giovane e brillante; il suo gusto raffinato e sobrio, la sua intelligenza sempre viva e soprattutto il suo grande cuore, capace di contenere l’amore per il mondo intero.

Ebbene si, ho avuto la fortuna di avere una grande mamma e la porto nel cuore, ove resterà finché avrò vita.

Non so se io sono capace di essere per i miei figli una mamma come lei è stata per me, ma spero proprio di si, così non mi dimenticheranno mai, proprio come io non dimentico la mia!

Category : Racconti/Romanzi

“UN CUORE DOLCE – AMARO” da: STORIE…TANTE STORIE di Matilde Maisto

gennaio 4th, 2015 // 3:05 pm @

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Una sera qualunque, in un luogo qualunque, con la compagnia di una persona qualunque, Elena si fermò un attimo e si mise a pensare su sé stessa: – ma che cos’era quell’astio, quel cuore duro come un sasso, che sentiva battere nel suo petto? Perché? Com’era possibile che fosse cambiata al punto da non riconoscersi più? – Troppe delusioni…troppi conti in sospeso…troppi bocconi amari…troppi rancori… avevano, alla fine, cambiato il dolce e docile carattere di una ragazza poco più che ventenne.
Ora si era chiusa in uno strano mutismo, non desiderava né parlare, né sfogarsi con alcuno, tanto meno con sua sorella, che la innervosiva, l’ angustiava ancora di più, perché ad ogni occasione lasciava intendere che Elena fosse cambiata per la sua inaspettata presenza in casa.
Non era così! E lei avrebbe dovuto saperlo, ma peggiorava il suo stato d’animo, giocando a far la vittima, la persona che chiedeva il permesso per fare qualsiasi cosa, chiedeva ora a questo ed ora a quello qualche commissione da farle, perché, secondo il suo parere, chiederlo ad Elena sarebbe stato un motivo di fastidio.
Non immaginava neppure che lei, non essendo il centro dell’universo, anzi dell’universo della ragazza, non fosse affatto la causa del suo mutismo, 14
del suo chiudersi nello studio dove poteva, finalmente, ritrovare sé stessa, i suoi sbalzi di umore, le sue tristezze, le sue angosce, la sua voglia di riscatto ed anche la sua voglia di umana vendetta.
Nel silenzio del suo angolo preferito, si faceva molto spesso degli esami di coscienza: come poteva desiderare la vendetta nei confronti di esseri umani, che sebbene avessero le sembianze di persone normali, in realtà erano delle persone rabbiose, cattive, vendicative, ma pur sempre il suo prossimo? No! – Si diceva – io non desidero alcuna vendetta, io sono diversa….io VOGLIO essere diversa!
Allora, come per incanto, il suo cuore si apriva al perdono, alla speranza per il futuro, si apriva alla Pace, a Dio con una semplice e dolce preghiera che sgorgava direttamente dalla sua anima e prendeva la forma di un bellissimo fiore che, ancora bagnato dalla rugiada notturna, si apriva al luminoso sole del mattino!
Ed allora, iniziava il suo bellissimo sogno: viaggiava su un magico tappeto volante in uno splendente cielo azzurro, toccava con le mani piccole nuvole che l’avvolgevano come un velo che magicamente si scioglieva come neve al sole.
Poi, stanca di volare, camminava a piedi nudi in un prato ricolmo di piccoli fiori profumati, che raccoglieva per farne un bel mazzo da mettere in casa, oppure correva libera sulla riva del mare, lasciando che si bagnasse leggermente i vestiti per poterli poi asciugare sotto i raggi del sole.
Ed era solo svegliandosi da questo incantevole sogno che pensava a quanto la vita fosse veramente meravigliosa e che valesse la pena di viverla comunque sarebbero andate le cose e qualunque cosa le avesse riservato il destino!
MERAVIGLIOSA…LA VITA!

Category : Racconti/Romanzi

Buon 2015 a tutti i lettori!

gennaio 1st, 2015 // 9:51 pm @

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Category : Pensieri Sparsi