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Letteratitudini chiude la stagione 2016/2017 con un “Omaggio a Ludovico Ariosto, nei 500 anni della pubblicazione dell’Orlando Furioso”

maggio 7th, 2017 // 7:44 pm @

 

 

Cancello ed Arnone (Elisa Cacciapuoti) – E’ previsto per il 18 Maggio p.v. alle ore 20,30, l’ultimo incontro di Letteratitudini  relativamente alla stagione 2016/2017.

Il tema della serata è, secondo me, – dice Matilde Maisto, coordinatrice del gruppo culturale –  un argomento per palati raffinati, si tratta di un “Omaggio a Ludovico Ariosto, nei 500 anni dalla pubblicazione dell’Orlando Furioso”.

In effetti si propone, accanto alla Nota Biografica e alla sintesi illustrativa del Poema, la lettura di alcune ottave che ogni partecipante sceglierà a proprio piacimento.

Per omaggiare il grande scrittore, abbiamo selezionato alcune delle ottave  più belle dell’Orlando Furioso, e, poiché l’opera è molto vasta, al momento  ci concentreremo sul PROEMIO  e sul CANTO I.

Per opportuna conoscenza precisiamo, comunque, che la trama del Furioso si presenta come un organismo assai complesso ed articolato, per voluta scelta dell’autore; sulla vicenda principale della guerra tra Franchi e Mori e della follia di Orlando, si innestano infatti una molteplicità di vicende secondarie, che sviano, dilatano e ritardano il corso naturale degli eventi. Il tutto è però sempre controllato con abilità dal narratore, che incastra una storia nell’altra in un “gioco” tanto sfaccettato quanto affascinante.

L’argomento bellico, tipico della tradizione del poema epico e cavalleresco, incomincia con l’invasione della Francia e l’assedio di Parigi da parte del re saraceno Agramante, che inizialmente sembra aver la meglio sull’esercito cristiano di Carlo Magno, anche grazie all’aiuto del grande guerriero Rodomonte, e di Marsilio, re di Spagna, e Manfricardo, re tartaro, suoi alleati. I due paladini più importanti dello schieramento cristiano, Orlando e Rinaldo, si perdono infatti dietro alla bellissima Angelica, e gli infedeli possono così penetrare a Parigi. Il ritorno in campo di Rinaldo costringe però i saraceni alla ritirata ad Arles e poi alla sconfitta in una battaglia navale. Caduta anche Biserta, capitale del regno d’Africa, le sorti della guerra sono affidate ad una sfida tra i tre migliori guerrieri mori (Agramante, Gradasso e Sobrino) e i tre campioni cristiani (Orlando, Brandimarte e Oliviero) sull’isola di Lampedusa. Orlando sbaraglia i nemici e assicura la vittoria a re Carlo Magno.

La tematica sentimentale è spesso intrecciata con quella militare, tanto da condizionare in più occasioni lo sviluppo delle battaglie e i duelli tra i singoli cavalieri. Tutto ha inizio durante l’assedio di Parigi; Angelica, ambita sia da Orlando che da Rinaldo, è affidata da re Carlo a Namo di Baviera, con la promessa di darla in sposa a chi si dimostrerà più valoroso nello sconfiggere i mori. La fanciulla riesce però a fuggire, inseguita da molti guerrieri di entrambi gli schieramenti. La ragazza, dopo alcune traversie, incontra un giovane fante saraceno ferito, il bellissimo Medoro, di cui si innamora e con il quale fugge in Catai. Orlando, giungendo in seguito nel bosco sui cui alberi la coppia aveva inciso scritte che celebravano il loro amore, impazzisce e si dà alla devastazione di tutto ciò che incontra. Il paladino, con la mente offuscata dalla gelosia, si aggira per la Francia e la Spagna, fino ad attraversare lo stretto di Gibilterra a nuoto. Nel frattempo il guerriero Astolfo, dopo aver domato un ippogrifo, vola sulla Luna, dove ritrova in un’ampolla il senno perduto di Orlando. Dopo aver attraversato l’Africa e aver compiuto mirabili imprese, Astolfo fa odorare l’ampolla a Orlando, che torna in sé e rientra in combattimento. Altri amori “secondari” sono quelli tra Zerbino e Isabella e tra Brandimarte e Fiordiligi.

La terza linea narrativa, quella encomiastica, riguarda Ruggiero, guerriero saraceno, e Bradamante, sorella di Rinaldo. I due, che si amano ma che sono continuamente divisi dal susseguirsi degli eventi e delle battaglie, sono presentati come i capostipiti della famiglia d’Este, che, per via di Ruggiero, discenderebbe così addirittura dalla stirpe troiana di Ettore. L’amore tra i due è innanzitutto ostacolato dal mago Atlante, che vuole evitare le nozze tra i due perché sa, in seguito ad una profezia, che Ruggiero è destinato a morire se si convertirà alla fede cristiana e sposerà Bradamante. Il guerriero viene quindi imprigionato in un castello incantato creato appositamente dal mago. Ruggiero è poi trattenuto sull’isola della maga Alcina, che lo seduce con le sue arti di strega. Liberato da Astolfo da un secondo castello magico, Ruggiero può recarsi con Bradamante in Vallombrosa per convertirsi e sposare l’amata, ma il tutto è ulteriormente rimandato dalla guerra con i saraceni. Concluse le ostilità, si scopre che Bradamante è stata promessa a Leone, figlio di Costantino ed erede dell’Impero romano d’Oriente. Dopo un duello tra Bradamante e Ruggiero (che combatte sotto mentite spoglie per non farsi riconoscere), Leone rinuncia a lei, così che si possa finalmente celebrare il matrimonio. Rodomonte irrompe però al banchetto nuziale, accusando Ruggiero d’aver rinnegato la sua fede; il capostipite della dinastia degli Estensi, dopo un acceso duello, lo uccide.

Si prevede, come sempre, una grande serata culturale, ma anche di afflato ed amicizia. Sarà anche una serata di saluti, di baci ed emozioni, con l’intesa di ritrovarsi ad ottobre p.v. per iniziare la nuova stagione 2017/2018, dopo aver goduto il periodo estivo, il caldo, le vacanze ed il meritato riposo.

 

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Ultimo incontro della stagione 2016/2017 per Letteratitudini

maggio 7th, 2017 // 7:12 pm @

 

Cancello ed Arnone (Redazione) – E’ previsto per il 18 Maggio p.v. alle ore 20,00, l’ultimo incontro di Letteratitudini  relativamente alla stagione 2016/2017.

Il tema della serata è, secondo me, – dice Matilde Maisto, coordinatrice del gruppo culturale –  un argomento per palati raffinati, si tratta di un “Omaggio a Ludovico Ariosto, nei 500 anni dalla pubblicazione dell’Orlando Furioso”.

In effetti si propone, accanto alla Nota Biografica e alla sintesi illustrativa del Poema, la lettura di alcune ottave che ogni partecipante sceglierà a proprio piacimento.

 

“Degli uomini son varii li appetiti:
a chi piace la chierca ,a chi la spada,
a chi la patria,a chi li strani liti.
Chi vuole andare a torno,a torno vada:
vegga Inghelterra, Ongheria, Francia e Spagna;
a me piace abitar la mia contrada.”
(SATIRE, 1, vv. 52-57)

 

Ma perché parlare al giorno d’oggi di uno scrittore lontano da noi cronologicamente più di cinquecento anni?

I motivi sono tanti, ma in primo luogo Ludovico Ariosto rappresenta una delle figure di maggior spicco della letteratura italiana di tutti i tempi e il suo pensiero presenta dei tratti di modernità difficilmente riscontrabili in un altro scrittore della sua epoca. Inoltre è uno degli autori italiani più studiati all’estero, insieme ovviamente a Dante, Petrarca e Boccaccio.

Ariosto rappresenta la tipica figura di intellettuale cortigiano del Rinascimento, come Castiglione, Bembo e molti altri letterati dell’epoca. La personalità di Ariosto è però complessa ed inoltre nutre nei confronti dell’ambiente in cui vive e lavora sentimenti di malcelato rifiuto e scaglia contro di esso una sottile polemica.

Ariosto trae gli elementi essenziali delle sue opere dalla quotidianità e leggendo le sue opere ci si può facilmente accorgere di come  non cerchi scampo dalla vita di tutti i giorni rifugiandosi in un universo di letteratura immaginaria e fantastica, ma di come egli continuamente rielabori le sue esperienze personali.

Nelle Satire, per esempio, analizza  la vita di corte e nel contempo la sua posizione, rivendicando la propria libertà di intellettuale e mettendosi a nudo nel proprio intimo.  Ampi stralci di tali opere sono dedicati infatti ad Alessandra Benucci, sua compagna di vita.

La realtà quotidiana  fornisce ad Ariosto il substrato fondante anche  del suo capolavoro, l’Orlando Furioso, la cui  materia fondamentale non è costituita dalla rappresentazione di certe istituzioni cavalleresche, come per lungo tempo si è creduto, ma dalla concezione moderna che il poeta ha nei confronti dell’uomo e della vita. Analizzato sotto questo punto di vista, il poema cavalleresco si trasforma in una sorta di grande romanzo moderno, che analizza sentimenti quali devozione, fedeltà, tradimento e inganno. La presenza di questi elementi dona all’opera un tono di realismo evidente in quella che è considerata la più grande opera fantastica della letteratura italiana.

Leggere per credere… forse Ariosto è più vicino a noi di quello che avremmo mai potuto immaginare.

 

Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

 

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