Letteratitudini: ”Le grandi donne nell’Odissea di Omero”

marzo 8th, 2015 // 8:48 pm @

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – E’ stato programmato per Giovedì 12 Marzo, prossimo, alle ore 19,30, l’incontro mensile di “Letteratitudini”.
Tema dell’incontro: “Le grandi donne nell’Odissea di Omero”. Prosegue, quindi il filone epico che il gruppo ha deciso di affrontare in questa nuova stagione.
Ma in questo mese, dedicato alle donne, ci è sembrato quasi doveroso parlare delle grandi donne che hanno popolato la vita di Ulisse, donne: innamorate, fedeli e fortissime, nonostante la loro fragilità.

Calipso, la ninfa innamorata, vive sull’isola di Ogigia insieme ad altre ninfe che, come lei, trascorrono le giornate tessendo e cantando. Abita in una grande grotta piena di antri nascosti, ed è lì che accoglie Ulisse quando approda solo sull’isola, dopo essere scampato alle tempeste marine di Scilla e Cariddi. I due diventano amanti, ma la loro storia non è felice in quanto Ulisse è consapevole della necessità di tornare ad Itaca. Nonostante ciò, egli trascorre insieme a Calipso ben sette anni, durante i quali la ninfa si innamora profondamente di lui, tanto da volergli concedere il dono dell’immortalità, fino a che gli dei non la convincono a lasciarlo ripartire. Prima di farlo, però, Calipso scatena su Hermes, messaggero degli dei, il suo dolore per l’imminente perdita dell’amato: “…Impietosi siete, o dèi, e invidiosi più di tutti, voi che vi sdegnate con le dee quando giacciono con gli uomini palesemente, se una di loro trova un amato marito…”

Nausicaa, la giovane vergine, figlia del re dei Feaci, che accoglie con gentilezza il naufrago Ulisse, lo rifocilla, gli procura delle vesti, e lo conduce nel palazzo del padre affinché racconti la sua storia. Nausicaa è una principessa destinata a prendere marito e ad essere per tutta la vita un moglie fedele e devota. Ha ancora lo spirito libero della sua giovane età e, pur non pensando ancora al matrimonio, vede in Ulisse l’uomo che vorrebbe al suo fianco. Allo stesso tempo, è anche prudente e saggia, tanto che al momento di condurre l’eroe alla casa paterna gli suggerisce di prendere una strada diversa per evitare i possibili pettegolezzi dei Feaci nel vederla insieme ad uno sconosciuto prima delle nozze. “…Voglio però sfuggire alle loro chiacchiere maligne, poiché temo che qualcuno mi mormori alle spalle: ci sono dei prepotenti fra il popolo: e uno più maligno, incontrandoci, potrebbe dire: – Chi è mai questo stranieo, bello e forte, che segue Nausicaa? Dove mai lo ha trovato? Certo sarà suo sposo… -“

Circe, la maga ammaliatrice, il personaggio femminile più misterioso dell’Odissea. Vive in uno splendido palazzo difeso da belve feroci e, dopo avere ammaliato i compagni di Ulisse con il suo canto e con bevande velenose, non esita a trasformarli in maiali e rinchiuderli nella stalla. Anche Ulisse potrebbe cadere vittima dello stesso fato, ma viene avvertito da Hermes e rifiuta le sue offerte. Però ne diventa l’amante e ottiene la liberazione dei compagni di viaggio dall’incantesimo. Per un anno gli uomini vengono ospitati in modo sontuoso nel palazzo di Circe, ma in loro è vivo il desiderio di fare ritorno a casa e avvertono Ulisse, (il quale per la seconda volta se ne era quasi dimenticato). La maga acconsente a farli ripartire, ma avverte Ulisse che ad aspettarlo ci sono ancora altre peripezie da affrontare. Gli fornisce anche dei consigli preziosi per fronteggiare al meglio la nuova sfida e gli dona un vento favorevole alla navigazione. Ciò che stupisce di Circe non è tanto la sua solitudine, quanto la trasformazione simbolica degli uomini in maiali (perché non un altro animale?)e la sua volubilità: da una passione repentina nei confronti di Ulisse passa rapidamente ad un distacco, e lo lascia andare senza le remore di Calipso. La differenza sta nel fatto che Circe non è innamorata, ma vuole soltanto divertirsi senza coinvolgimento emotivo. Per questo il suo invito non lascia spazio a dubbi: “…Suvvia, la tua spada riponi nel fodero; saliamo noi due sul mio letto, così che sul letto insieme congiunti in amore, possiamo scambiare fra noi la fiducia dell’animo…”In effetti Circe parla di fiducia, non di passione carnale e il suo sembra piuttosto un desiderio di amicizia e compagnia e, nonostante Ulisse si fosse ripromesso di non lasciarsi ammaliare, cade vittima di un incantesimo più sottile di quello della mera trasformazione in maiale e resta nel palazzo di Circe più a lungo del previsto.

Penelope, la moglie fedele, figura emblematica della moglie paziente e devota, disposta a perdonare le scappatelle del marito, pur di tenerselo accanto dopo così tanti anni di lontananza. Penelope incarna il simbolo della femminilità, la “madonna”piena di virtù, ed è facile ritrovarla in due oggetti simbolici: da un lato la tela che fila e disfa ogni notte per respingere con l’inganno le avances dei Proci, dall’altro il dilemma del letto che le permette infine di riconoscere il marito. Il letto coniugale è il luogo dell’amore legittimo per eccellenza. Il letto di Penelope, per di più, è intagliato nel legno robusto di un tronco d’ulivo, è radicato nella terra di Itaca, è un richiamo forte a tutto ciò che è terreno e concreto, come il legame che unisce i due coniugi, e che alla fine del poema trionfa: la moglie devota vince, e Omero vuole premiare la costanza epica della”saggia” Penelope, per quanto anti-femminista e antiquata ci possa sembrare. “…Quando giunse e varcò la soglia di pietra, sedette di fronte ad Odisseo, nella luce del focolare, vicino alla parete opposta: egli, appoggiato ad una grande colonna, stava seduto, lo sguardo a terra, aspettando se gli parlasse la sposa illustre, dopo averlo visto con i suoi occhi. Ma lei sedeva silenziosa, da molto, era sorpreso il suo cuore: ora le sembrava di riconoscerlo guardandolo in viso, ora invece le appariva sconosciuto con quelle vesti lacere…”

 

Il gruppo di “Letteratitudini”prevede, quindi, un’altra bella e promettente serata culturale ed è, come sempre, lieto d’invitare tutte le persone che desiderano partecipare.
Matilde Maisto

N.B. Le foto si riferiscono ad incontri precedenti.

 

8 Marzo 2015


Category : Pensieri Sparsi

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