Francis Scott Fitzegerald: Il Diamante grosso come il Ritz – Tarquinio di Cheapside

ottobre 21st, 2011 // 7:13 pm @

Due racconti del famoso scrittore e sceneggiatore statunitense Francis Scott Fitzgerald: Il diamante grosso come il Ritz e Tarquinio di Cheapside. I testi proposti, estremamente diversi per forma e per contenuto, presentano invece un punto di unione che caratterizza la storia dei protagonisti: il contrasto tra il mondo ideale dei sogni, delle speranze, e quello della realtà pratica, contro cui le vane illusioni si scontrano e l’uomo rimane, in un modo o nell’altro sconfitto. Eppure i sentimenti che ci trasmettono i due racconti sono di una serenità intensa, che coinvolge il lettore, il quale, quasi assopito, si lascia trasportare con fluidità verso realtà lontane nel tempo, eppure tanto semplicemente attuali, da farci quasi sorridere.

L’autore

Francis Scott Fitzgerald nacque nel Middle West americano nel 1896. Suo padre, gentiluomo distinto e aristocratico negli atteggiamenti, ma incapace di soddisfare praticamente i bisogni della famiglia; sua madre, donna dal carattere romantico ma irrequieto, figlia di ricchi commercianti. Fin dall’infanzia, l’atmosfera familiare gli trasmise gli ideali tipici del mondo aristocratico, quali l’onore, la cortesia e il coraggio. Ma, provato anche dal fallimento economico paterno, provò spesso ammirazione per la classe borghese americana, per la quale provò sempre rispetto e invidia. Non evitando di rievare la corruzione e l’apatia che conseguivano da quel genere di vita, egli fece del suo atteggiamento verso le classi agiate, il tema principale delle sue opere. Dopo aver frequentato le scuole cattoliche, e aver già mostrato la sua acuta sensibilità e intelligenza, si iscrisse all’Università di Princeton, la più nota al tempo da un punto di vista sociale e mondano, che segnerà lo sviluppo del giovane Fitzgerald. Il periodo trascorso a Princeton sarà importante anche per la sua formazione culturale e letteraria: è qui che comincerà a scrivere il suo primo romanzo, revisionato e pubblicato dopo il congedo dal servizio militare che lo impegnerà durante la guerra mondiale. Il romanzo, col titolo Di qua dal Paradiso, sarà pubblicato e accolto con successo nel 1920. Dopo il matrimonio con Zelda, la coppia si trasferisce prima a New York e poi per un breve periodo in Europa. Di ritorno negli Usa, l’ombra di gravi difficoltà economiche e di salute – la moglie darà segni di squilibri mentali – offuscò la pubblicazione più o meno soddisfacente di altri tre romanzi. Verso la fine degli anni ’30, Fitzgerald accettò il ruolo di sceneggiatore presso gli studi cinematografici di Hollywood, dove collaborò in diversi film. Nel 1940 comincia la stesura dell’ultimo romanzo, Gli ultimi fuochi, che rimarrà però incompiuto e pubblicato postumo. Nel dicembre dello stesso anno, un attacco di cuore provocò la sua morte.

Il diamante grosso come il Ritz

La famiglia Washington era la più ricca del mondo. Il loro castello si trovava su un  diamante, dalle sembianze di una grossa montagna. Ma la loro ricchezza era fondata su un segreto, tramandato e protetto da diverse generazioni. La vasta tenuta era una fortezza, sconosciuta alle mappe, e tutto il loro denaro era minacciato perennemente dalla verità. La loro stessa vita, fatta di illusioni e di sogni vani, era minacciata dalla verità, una terribile nemica, che qualora si fosse rivelata, avrebbe distrutto non solo il patrimonio che custodivano avidamente, ma le loro esistenze, le speranze di tre ragazzi, contaminate dagli avari progetti di un padre di disumana crudeltà. Quando John T. Unger, abituato sin da piccolo al rispetto e all’invidia per la ricchezza e per i ricchi, viene casualmente introdotto in quel mondo fatto di lusso e di sofferenza, i suoi sensi si perdono nella vana gloria dei signori Washington, e quando si rende conto di cosa davvero sta accadendo – ossia che l’avidità lo sta portando alla morte – fa appena in tempo a fuggire e a portare in salvo le vite di due innocenti ragazze, colpevoli, forse, solamente di essere nate in una famiglia ricca con ideali aristocratici. Ed è bello scoprire che sì, forse il disincanto non dona felicità, forse neanche la povertà, ma il cielo stellato, l’aria fredda della notte, e l’attesa in futuro umile e onesto, sono i primi sintomi di quella che d’ora in poi chiameranno libertà.

Tarquinio di Cheapside

Scarpe Leggere è un novello cantore (e dalla lettura del racconto si percepisce un vago riferimento, non poi tanto vago, al giovane William Shakespeare, chissà che non sia proprio lui). Non lo vediamo nei panni di un vecchio intellettuale, ma di un ragazzo baldanzoso, gioioso, che, di ritorno da una notte appassionata con una bella donna, sfugge alle grinfie degli inseguitori, che giurano di fargliela pagare cara per la licenziosità nei confronti della donna, e trova rifugio presso un caro amico. Ma il vero rifugio non è la botola in cui si nasconde dagli “scimmioni” che lo inseguono, bensì il piacere della poesia, che lo protegge dalla dura realtà.

 


Category : Racconti/Romanzi

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