Recensione sul libro di Ida Matilde dal titolo: “Eva voleva volare”

dicembre 1st, 2012 // 8:32 pm @

 

Nel leggere il libro di Ida Matilde :”Eva voleva volare” si ha l’impressione di guardarsi a pezzi nel senso che in ogni rigo,in ogni passo,in ogni parola letta e gustata vi è uno sguardo nuovo sul tema delicato della violenza di genere, nasce quindi una nuova geografia che affronta il tema difficile e complesso della violenza sulle donne.

Il libro ricco di dettagli parla una lingua forte e delicata nello stesso tempo e ci conduce per mano nello svelare un universo quello femminile che si scontra ogni giorno contro il fenomeno della sopraffazione non solo fisica ma anche morale e psicologica inflitta alle donne da uomini violenti.

Un libro quello di Ida Matilde che ci fornisce indizi ed alcune caselle vuote e quest’ultime come le parole crociate devono essere completate dal lettore e dalle lettrice che devono essere in grado di riconoscere l’intreccio che lega la protagonista del racconto agli altri personaggi ,ogni lettore e lettrice sulla base delle loro esperienze deve ricercare all’interno del libro  l’arte per poter invertire il cammino verso la violenza  in un cammino verso la valorizzazione delle diversità tutte,verso le vere ed indiscusse politiche di genere che devono condurci ad un mondo sano e completo senza che il plurale femminile /maschile diventi una curtosi di genere.

Se la scrittura vuole cambiare in positivo le lacerazioni della società ,lacerazioni che come il fenomeno della violenza alle donne è sempre più in crescendo allora possiamo senza alcun dubbio affermare che tutto questo può avvenire utilizzando strumenti culturali  idonei a far veicolare un nuovo messaggio che valorizzi le differenze  di genere e  possiamo asserire  con fermezza che il libro “Eva voleva volare” di Ida Matilde  ha questo fine didascalico . Il  libro ,dunque ,  come valido strumento di lavoro per gli insegnanti che vogliano intraprendere il difficile  percorso educativo  che tenga conto delle politiche di genere  e delle azioni positive e quindi sia le politiche di genere che le azioni positive sono chiamate ad esportare  e decodificare le  buone prassi in modo tale che le nuove generazioni non possano essere etichettate come “generazioni” invisibili

 

Adele Grassito


Category : Cultura &Racconti/Romanzi

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