Paolo Nori: “Garibaldi fu ferito” – “E noi?”

dicembre 1st, 2012 // 8:41 pm @

“Garibaldi fu ferito”,  è un discorso sul Risorgimento pronunciato, la prima volta, a Carpi, il 19 settembre del 2009, nell’ambito del festival filosofia di Modena, Carpi, Sassuolo, invece “E noi?”, è un discorso sul ridicolo pronunciato a Torino il 29 settembre del 2012 in occasione del festival Torino spiritualità.
Qui si parla del fatto che Rinascimento è una parola che ci è stranamente meno familiare di quanto ci sia familiare la sua traduzione in inglese, Revival, si ripercorre la cronaca di una rivoluzione che c’è stata a Carpi nel 1831, si incrociano le vite di Saddam Hussein e di Sathya Sai Baba, si risponde alle domande che fanno a quelli che si mettono a studiare russo, e alle domande che fanno a quelli che si mettono a scrivere libri, si dice come ci si sente ad essere l’unico a sapere la verità, si calcola con una bilancia medica decimale il peso dell’anima, si sostiene che quando ci capita di esser ridicoli, sono quelli i momenti che siamo vivi.
Perché qui siamo a Torino spiritualità, e questa questione della spiritualità, cioè del sacro, uno quando pensa al sacro pensa, non so, alla messa; l’eucarestia, il corpo di Cristo, be’, io, che sono andato a messa fino a quando avevo undici o dodici anni, per fare la cresima, non l’ho mai capito, cosa vuol dire, il corpo di Cristo; «questo è il mio corpo, offerto per voi e per tutti in sacrifico».
Il tuo corpo? Per me? In sacrificio? Ma cosa dici?
«Scambiatevi un segno di pace».
Un segno di pace? Cosa vuol dire, scambiatevi un segno di pace? Che ci diam la mano? Ah, va bene, ci diamo la mano.

…No, io mi ricordo che durante la messa non ho mai avuto la minima esperienza, del sacro, io la cosa più bella era quando dicevano «La messa è finita, andate in pace», io se penso alla messa mi vengono in mente le calze traforate che mi faceva mettere mia mamma quando avevo sei o sette anni con le braghe corte che mi sentivo così coglione «Ma come si fa, – mi chiedevo, – a vestirsi così?», no, io i misteri della religione, le manifestazioni del sacro, per me non hanno mai avuto a che fare con delle cerimonie ufficiali, no, io se devo pensarci, il sacro, nella mia vita, non so, quando stendi il bucato, e poi esci e torni a casa e senti odore di sapone di Marsiglia.
Quando hai un computer nuovo e stai caricando il programma di scrittura.
Quando sei in giro, in centro, con tua figlia, e ti volti a vedere se è dietro di te e la vedi e ti vien da pensare “Ma com’è bella”.
Quando firmi un contratto di allacciamento del gas.
Quando vedi che gli alberi sono diversi e pensi “L’autunno ha cambiato il giardino”.
Tutte le volte che ti svegli che hai fame.
Quando senti qualcuno che sta attento a quello che dice.
Quando ti rammendi le tasche della giacca.

Paolo Nori (Parma, 1963) è uno scrittore italiano. Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l’Università di Parma, con una tesi sulla poesia di Velimir Chlebnikov. Ha quindi esercitato per un certo tempo l’attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il semplice conosce Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati, con i quali collabora per anni, cominciando a pubblicare i suoi scritti fortemente influenzati dalle avanguardie russe ed emiliane. È fondatore e redattore della rivista L’Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.
Bibliografia
    Le cose non sono le cose (Fernandel, 1999)
    Bassotuba non c’è (DeriveApprodi, 1999)
    Spinoza (Einaudi, 2000)
    Diavoli (Einaudi, 2001)
    Grandi ustionati (Einaudi, 2001)
    Si chiama Francesca, questo romanzo (Einaudi, 2002)
    Gli Scarti (Feltrinelli, 2003)
    Storia della Russia e dell’Italia (Fernandel, 2003), con Marco Raffaini
    Pancetta (Feltrinelli, 2004)
    Ente nazionale della cinematografia popolare (Feltrinelli, 2005)
    I quattro cani di Pavlov (Bompiani, 2006)
    Noi la farem vendetta (Feltrinelli, 2006)
    La vergogna delle scarpe nuove (Bompiani, 2007)
    Tre discorsi in anticipo e uno in ritardo (DeriveApprodi, 2007)
    Siam poi gente delicata: Bologna Parma, novanta chilometri (Laterza, 2007)
    Mi compro una Gilera (Feltrinelli, 2008)
    Baltica 9. Guida ai misteri d’oriente, con Daniele Benati (Laterza, 2008)
    Pubblici discorsi (Casa editrice Quodlibet, 2008)
    Esattamente il contrario – con disegni di Fausto Gilberti (Drago Edizioni, 2009)
    Bassotuba non c’è (Feltrinelli, 2009)
    I malcontenti (Einaudi, 2010)
    A Bologna le bici erano come i cani (Ediciclo, 2010)
    La matematica è scolpita nel granito (Sugaman, 2011)
    La meravigliosa utilità del filo a piombo (Marcos y Marcos, 2011)
Ha tradotto e curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Marcos y Marcos), l’edizione dei classici di Feltrinelli di Un eroe dei nostri tempi di Lermontov, le Umili prose di Puškin, Le anime morte di Gogol, il capolavoro diTurgenev Padri e Figli (Feltrinelli) e l’antologia di Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile (Quodlibet, 2009); ha infine tradotto e pubblicato nel 2010, per le Edizioni Voland il romanzo postumo di Tolstoj, Chadži-Murat.


Category : Cultura &Racconti/Romanzi

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