Commenti e Recensioni

COMMENTI DA FACEBOOK:

  Adele Grassito ha scritto: Complimenti

  Tilde ha risposto: Grazie Adele, ma ho le mani che mi tremano per l’emozione…!

  Adele Grassito ha scritto: “lasciale tremare… leemozioni sono le pareti del cuore”

  Tilde ha risposto: Grazie… grazie ancora… spero che piaccia!

 Sonia Cirillo ha scritto: Complimenti! Sono con la mamma Carmela che ti abbraccia e ti fa mille auguri per il libro…

 Antonio Maisto ha scritto: Ma che zia  speciale che ho. 🙂

 Evento Unico ha scritto: Brava !

 Agnese Ginocchio ha scritto: Carissima. Auguri per la tua opera che ricordo ne ancipasti la notizia alla “Cena della Pace”… La leggerò. Domani sarò all’Aquila ad un seminario e consegnerò la “Colomba della Pace” all’Associazione di volontariato impegnata sui percorsi della corretta informazione, e su quelli della cultura della Pace. Indispensabile per salvare la storia ed il futuro… Un abbraccio. Ancora Auguri e a presto.

 ho risposto: So dire solo grazie… ed ho una gran voglia di abbracciare tutti.

 Cristina Cimmino ha scritto: sei in gamba…complimenti.

 Patty Attanasio ha scritto: brava…complimenti cara, un forte abbraccio…tvb♥

 Maria Nogarotto ha scritto: SI HO BISOGNO DI SOGNARE 🙂 GRAZIE♥

 Teresa Iannelli ha scritto: Complimenti Matilde, a presto leggerti. (Originale anche la copertina)

 ho risposto: Grazie Teresa, spero che ti piaceranno i miei racconti…!

 Anja D’Ambrosio ha scritto: lo voglio Matilde lo sai che sono una tua fans

 Luigi Marano ha scritto: GRANDE TILDE…

 Cristina Bove ha scritto: Complimenti, un abbraccio

 Adriana Gagliardi ha scritto: Grande Tilde !!!♥

 Marisa Magnifico ha scritto: in bocca al lupo Tilde continua così, sei forte!

 Carlo D’Andrea ha scritto: brava, brava, brava… in bocca al lupo…

 ho risposto: Ringrazio dal più profondo del cuore gli amici che mi hanno regalato un pensiero, un commento. Vi bacio tutti con affetto ♥♥♥

 Ernesto Genoni ha scritto: Grazie Tilde… uno stile descrittivo molto, molto bello, piacevole e positivo (mi permetto)… ora conosco di te tante cose di più, il tuo mondo di idee, parte della tua esperienza, la tua capacità di carità, amore, pace, uguaglianza (che un pò già sospettavo ehhhh)… il tuo essere donna e madre GRANDE.. e ti adoriamo per questo massimamente… non mi ero sbagliato nemmeno un pò… A presto !!!

 Grazie Ernesto, il tuo commento è stupendo e per di più mi arriva da una persona speciale come te…! Scusami per il mio lungo silenzio, cercherò di rifarmi…! Un abbraccio cordiale:))

 Per la mia amatissima Adriana Gagliardi: so che non sei brava ad usare tante parole, ma  quel poco che dici è  proprio quello che senti…! TVB, hai saputo conquistare, con semplicità, il cuore del mio Luca, ma anche il mio. Per te non vorrò mai essere una “suocera”, ma un’amica, una confidente e perchè no…”una seconda mamma”. Ti abbaccio forte:))

 Giorgio Gèorge Medda ha scritto: Cara Matilde, sono felicissimo che tu abbia coronato questo tuo piccolo sogno, e ti auguro di cuore di poter proseguire in questo tuo percorso, perchè sei una persona sensibile e attenta, ed il tuo modo di scrivere lieve e profondo allo stesso tempo, facendo si, come ti ho detto altre volte, che le tue esperienze umane trovassero in noi, che ti vogliamo bene, quel territorio dove far scorrere le tue immagini di vita vissuta e di meraviglia in cui ci riconosciamo, spero un giorno di poter ricambiare il tuo regalo con un mio regalo se riuscirò, e sarai una delle prime a saperlo. GRAZIE

 Adriana Gagliardi ha scritto: Ti voglio tanto bene…di♥

 ho risposto: Carissimo Gèorge…adoro te, la tua anima e le tue poesie ♥

 A proposito di poesie Gèorge, ne ho già postata una sul mio muovo sito “Il cigno rosa”. Sono certa che non ti dispiacerà:))

 Giorgio Gèorge Medda ha scritto: Mi onora 🙂

 Grazie…♥

 Francesco Lenoci ha scritto: COMPLIMENTI.

 ho risposto: Grazie professore, ma è un lavoro molto semplice! Niente a che vedere con la sua bravura…!

 Antonella Maddaloni ha scritto: congratulazioni Tilde cara… spero di leggerlo presto… sicuramente è denso della tua sensibilità nonchè abilità letteraria… AD MAIORA…..

 Enrica Romano ha scritto: una tempesta di auguri per te Matilde!

 Maddalena De Gennaro ha scritto: Tilde in bocca al lupo per tutto ♥

 ho risposto: Grazie…Grazie…e ancora Grazie a tutti…!

 Glò D’Alessandro ha scritto: dirti grazie è davvero poco, ragazzi ♥♥♥!!!! (se ti avessi qua ti stringerei per non mollarti maimaimai♥♥♥)

 ho risposto: Glò…sei uno dei miei amori più belli ♥

 Giovanna Paolino ha scritto: COMPLIMENTI MATILDE !!!!!

SEMPRE DA FACEBBOK IL MIO LIBRO E’ PIACIUTO A:

 Marilena Perone;   Krassym Fdl;    Angela Savastano;    Salvatore Coppola;

 Lucia Amab Galasso;    Antonietta Bortone;    Antonella Orefice;   Giuseppe Fichele;

 Mariagrazia Abbate;   Pietro Rossi;   Clelia Cristiano;     Emilia Corvino;

 Rosa Arbolino;    Akee Deejay;    Salvatore Scalisi;    Maria Alessandra Gatto; 

 Biagina Paolo;    Lina Mattiello;  Celestino Raffaele Celestino Raffaele

INVECE VIA E-MAIL:

GIOVANNA PEZZERA ha scritto: Ho appreso con gioia ed ho sbirciato: è stato il dolce dopo il pranzo domenicale! Leggerò il libro come si può sorseggiare un ottimo dopo pasto e di sicuro mi ritroverò nei brani scelti, nelle opere evidenziate ed in molti tuoi scritti. Pensi sia sciocco ringraziarti per quel che sono convinta mi regalerai? Cordialmente.

MATILDE MAISTO ha risposto: Giovanna grazie, credo che il vero dolce sia “personalmente tu”, la tua gentilezza mi commuove e mi lusinga. Sarei veramente felice se, dopo aver letto il mio libro, mi esprimessi un tuo spassionato parere. Tieni presente che non sono alla ricerca di complimenti, ma di assolute verità, in modo da poter correggere e modificare i miei eventuali errori, che saranno tanti! Grazie ancora, ti lascio con un abbraccio e con l’augurio di trascorrere un’ottima domenica pomeriggio.

DA CANCELLO ED ARNONE NEWS:

MIRKO RUSSO ha scritto:  Ciao Tilde, complimenti per la tua opera! Dimmi come/dove acquistare una copia del libro!!!
Ovviamente con tanto di dedica!!! Un saluto. A presto, Mirko

MATILDE MAISTO ha risposto: Grazie Mirko, sei gentilissimo.
Comunue ti comunico che il mio libro non è in vendita, ma è scaricabile da Internet su un mio nuovo sito, esattamente: “Il cigno rosa”.
E’ semplicissimo basta digitare su google: Il cigno rosa di Tilde Maisto ed il gioco è fatto.
Sarei molto lieta se tu lo leggessi e mi comunicassi un tuo spassionato parere. Non sono alla ricerca di complimenti, ma solo di verità, per migliorare la qualità del mio lavoro che, per il futuro, vorrei proseguire.
Grazie ancora, a presto, bacioni Tilde

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INTERVISTA DI MARIELLA CIARAMELLA PER PUBBLICAZIONE SU: LA GAZZETTA DI CASERTA

 
Ciao Tilde…io scrivo per la gazzetta di Caserta.
Vorrei fare un articolo sulla tua opera prima…che trovo molto interessante. Ti faccio 3 domande se ti va mi puoi rispondere:
1)Da cosa nasce questa opera?
2)”…Ho bisogno di sognare” come mai hai attribuito questo titolo?
3)Quale messaggio vuoi trasmettere attraverso questo scritto?
GRAZIE MARIELLA
 
MATILDE MAISTO HA RISPOSTO:
 
Ciao Mariella, grazie per avermi interpellata e complimenti per il tuo nuovo lavoro.
Sono contenta che ti interessi la mia opera prima e non ho problemi a rispondere alle tue domande.
 

1. Il mio lavoro, come avrai modo di constatare, nel caso tu decidessi di leggerlo, è prevalentemente autobiografico, difatti scaturisce da ricordi personali, ispiratimi dal mio ambito personale e familiare. In effetti trattasi di avvenimenti quotidiani, privi di qualsiasi pretesa letteraria, ma sentiti e maturati nel profondo della mia anima. Essi sono, quindi, il frutto delle mie esperienze quotidiane, con la mia incolmabile voglia di sentirmi viva e palpitante d’amore per tutte le persone a me care, compreso il mio prossimo.

2. Perchè “…Ho bisogno di sognare”? Ebbene ritengo che sognare ed i sogni, in generale, siano le emozioni più belle della vita. Naturalmente ogni persona ha dei sogni propri. Per me scrivere equivale a sognare, trasporre il pensiero in parole scritte è , secondo me, un “Sogno” meraviglioso. Sognare significa evadere da una realtà che non ti piace, significa essere liberi, volare come un gabbiano sino a raggiungere vette inesplorate e la felicità, tanto agognata, la si può trovare proprio dietro l’angolo. Questo, a mio avviso, è il “senso della vita”.

3. Quale messaggio intendo trasmettere attraverso il mio scritto…
Ti dirò, francamente, che non sono partita con l’intenzione di trasmettere alcun messaggio, ma solo per fare qualche cosa che soddisfacesse me. Ma proseguendo nel mio cammino ho capito che di messaggi nei miei racconti se ne possono trovare veramente molti e, come potrai leggere nella prefazione, scritta dal professore Raffaele Raimondo, il mio libro si può considerare “Grande, nella sua semplicità! Infatti in un periodo, in cui la “complessità” è nei fenomeni e nelle cose, nelle elaborazioni teoriche come nell’operatività quotidiana, ritrovare un itinerario semplice, qual’è il mio scritto, è una vera fortuna, quasi un rinnovato “battesimo” che appunto purifica, almeno per una volta, dalle scorie del “complesso” che oggi domina, per natura, per necessità e, finanche, per una sorta di diabolica e contradditoria volontà di autodistruzione e godimento, individuale e collettiva, purtroppo, largamente diffusa. Si può notare che i miei racconti si collocano sulla sponda opposta, rigeneranti, quasi disarmanti, riportano ad un dimensione della mente e dell’animo ora perduta o quantomeno sopraffatta dalle tempeste e dalla deriva dei valori della nosra epoca. Buoni sentimenti, quindi, il sogno, l’amore, il valore della famiglia. A proposito della famiglia, se è vero, come è vero, che attualmente la “famiglia”, nella nostra civiltà occidentale, attraversa una crisi devastante, il mio libro intende coincidere con la riscoperta dei più autentici valori della tradizione familiare: l’amore di una mamma “chioccia” – l’amore ed il rispetto tra i coniugi – l’amore per i propri congiunti e per il prossimo.

Spero che le mie risposte siano state sufficientemente esaurienti e, grazie di nuovo, per avermi interpellata.

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 PREFAZIONE DEL PROFESSORE RAFFAELE RAIMONDO:

 
 
 
 

Desidero ringraziare pubblicamente il gentilissimo professore Raffaele Raimondo, che, nella sua più grande generosità, ha scritto la prefazione al mio libro “…Ho bisogno di sognare”.

Le sue parole sono come un “balsamo” per la mia anima sempre inquieta, che continua, incessantemente, la ricerca della propria dimensione in questo pazzo mondo!.

Quindi, grazie, mio caro prof., grazie per la tua magnanimità e l’affetto che sempre mi doni in modo gratuito e forse non sempre meritato…!

PREFAZIONE

Grande, nella sua semplicità! Così mi appare quest’opera prima della giornalista, ed ora scrittrice, Tilde Maisto. Nel nostro tempo, in cui la “complessità” è nei fenomeni e nelle cose, nelle elaborazioni teoriche come nell’operatività quotidiana, ritrovare un itinerario semplice è una vera fortuna, quasi un rinnovato “battesimo” che appunto purifica, almeno per una volta, dalle scorie del “complesso” che oggi domina, per natura, per necessità e, finanche, per una sorta di diabolica e contraddittoria volontà di autodistruzione e godimento, individuale e collettiva purtroppo largamente diffusa.

I “brevi racconti” della Maisto si collocano sulla sponda opposta, rigeneranti, quasi disarmanti. Ed è, per davvero, un piacere leggerli, in quanto ti riportano ad un’atmosfera per certi versi pascoliana, ad una dimensione della mente e dell’animo ora perduta o quantomeno obnubilata dalle tempeste e dalla deriva valoriale dell’epoca in cui ci è dato vivere.

Il sogno, il bisogno indomabile di sognare: questo leitmotiv fa da mastice; lega esplicitamente le “piccole storie” che la Maisto ha saputo inventare, con dominanza di realismo e “cantucci” di amena fantasia. Buoni sentimenti e talora anche atroci popolano le vicende narrate. Momenti di vita vissuta, aspirazioni, lenti sprofondamenti e balzi trionfanti, ordinarie circostanze ed eventi singolari ed irripetibili: questi scenari ed altri scenari, queste ed altre emozioni l’Autrice ci propone, riducendo però sempre gli sviluppi a quel canone della semplicità cui s’è fatto sùbito cenno.

L’amore illumina le pagine della raccolta. Giustamente individuato e cantato come il più grande motore positivo dell’esistenza, naturalmente prevale in ampiezza e profondità su tutte le manifestazioni dell’uomo. E c’è, dunque, un felice connubio fra il sogno e l’amore. Un connubio dal quale Tilde è affascinata e ne scandaglia, spesso con stupore, i più diversi toni, i registri che ciascuno di noi può sperimentare nella quotidianitàe per la vita intera.

Sicché, vigendo tale patto, pure le vicende più drammatiche o perfino tragiche si sciolgono e si sublimano in una visione, diremmo, originaria, da “paradiso terrestre”.

La dimensione familiare torna potente in tante pagine che Tilde ha racchiuso sotto il titolo “…Ho bisogno di sognare”: una scelta di campo ed una prospettiva che risultano, insieme, esigenza profonda del cuore e sfida alla propria ed all’altrui interiorità.

Se è vero, come è vero, che attualmente la “famiglia”, nella nostra civiltà occidentale, attraversa una crisi devastante e senza precedenti, la proposta di questo libro coincide con la riscoperta dei più autentici valori della tradizione familiare consolidatasi per secoli e adesso sfortunatamente esposta a naufragi ricorrenti, oltre ogni immaginabile decadenza rispetto a quel passato in cui la “coesione” della famiglia stessa era addirittura un indiscutibile dogma.
Ed allora tutti i racconti compendiano una sorprendente saga familiare, ricca di vissuti concreti, che a tratti si configura quasi come un “modello”, un archetipo di cui, in questa tormentata temperie, è raro trovar traccia, mentre burrasche d’ogni specie abbondano ed infangano identità ed onore, consapevolezza dell’appartenenza e rassicuranti
progetti esistenziali.

Un altro terreno elettivo è l’emigrazione: l’andar lontano dalla terra natìa e rimaner per anni là dove gli stili di vita, le ricorrenze, le speranze, le lotte, le sconfitte e le vittorie hanno un valore ed un sapore diverso, nuovo, insospettato. E della condizione dell’emigrato – nella fattispecie in Lombardia, nei dintorni di Milano – la Maisto non esplora le croci di stampo sociologico; si ferma bensì entro i confini delle reazioni personali e delle modificate dinamiche interpersonali. E, trascorso un lungo periodo, il “ritorno a casa”, coltivato per così tanto tempo, si carica di appagamenti a lungo meditati, tenacemente cercati, finalmente avvertiti.

Il vasto universo dei ricordi – dai più dolorosi a quelli segnati da una tenerezza meravigliosa – è la sostanza di cui s’incarna gran parte degli accadimenti raccontati ed emerge tendenzialmente, per chiara opzione di fondo, un ricordare che fa bene all’anima, la addolcisce, la spinge all’ottimismo della ragione, sebbene la navigazione della memoria non sempre si sia mossa sulle rotte della felicità.

L’Autrice racconta tutto questo senza veli, ma con pudicizia, seguendo il nudo svolgersi dei comportamenti e degli àmbiti in cui si esplicano. L’afflato, la ricerca di se stessi e degli altri -sui nervi sensibilissimi dello spirito-, l’urgenza dell’incontro umano in antitesi a qualsiasi scontro possibile, l’infanzia, la giovinezza, l’età matura e la vecchiaia, nei loro più comuni risvolti, tornano di riga in riga, non perdendo mai di vista orizzonti talvolta molto proiettati nel futuro, ma ineludibili per conquistare e difendere la serenità ed il senso della reciproca donazione, dell’accettazione dei propri simili e dell’impegno anche civile, mancando i quali il vivere irrimediabilmente si complica, sovente si avvelena, imbocca – nei casi estremi – oscure gallerie che possono, talvolta, negare definitivamente l’uscita, per rivedere di nuovo il sole, rinascere.
Che altro rappresenterebbero, a volerle considerare a dovere com’è opportuno, certe frequenti storie che purtroppo osserviamo nella realtà o di cui leggiamo, con impressionanti reiterazioni, sui giornali e che infarciscono la cronaca contemporanea?

“…Ho bisogno di sognare” si pone, viceversa, nella zona franca di un “modus vivendi” fondato sul buon senso, sulle regole fondamentali della convivenza intra ed extrafamiliare, sulla baldanza dei buoni moti del cuore.

Conseguentemente, assume enorme rilievo, nei fatti narrati, la solidarietà, non quella pelosa di alcune “sacrestie” o di un “volontariato di mestiere” facilmente individuabile qui e là. Si tratta, per converso, di un approccio solidale che sorge dal desiderio di testimoniare sincera fratellanza ed amore vero che fanno leva, anzitutto, sulla donazione di sé, più che su saltuari frammenti che sanno d’elemosina.

La forma che Tilde Maisto predilige è quella diaristica, benché incurante di una meticolosa cronologia che sembra non interessarle affatto, presa com’è dalla voglia di rievocare episodi che l’hanno veduta protagonista oppure che ha osservato attentamente, fin nei meandri, con l’acume del letterato.

Accanto, c’è l’approccio epistolare che agevola il dialogo, che non esita a svelare segreti, emozioni, situazioni caratterizzate per lo più da intime fibrillazioni che non tutti sono disposti a sciorinare con immediatezza, senza riserve.

Le trame dei racconti scorrono essenziali, scarne, con sbocchi finali talora a sorpresa che, tuttavia, non stridono al cospetto del candore sostanziale che ha caratterizzato gli antefatti.

Sintatticamente predominano frasi brevi, periodi paratattici. Il lessico, per ulteriore coerenza complessiva, non fa incursioni nel coacervo di termini incomprensibili, estranei al linguaggio corrente di media cultura. Il che agevola la comprensione, attrae, gratifica.

Leggendo i racconti di Tilde, mi è tornata in mente Liala, pseudonimo di Amalia Liana Cambiasi Negretti Odeschi, una delle più amate scrittrici di romanzi d’appendice del Novecento italiano. Questo per dire che, presentando questo lavoro della Maisto, non vorrei cedere a nessuna esagerazione, né accreditare stupidamente alcun giudizio che
trabocchi al di là dell’effettivo valore artistico del libro, né tantomeno affermare che siamo di fronte ad un grande talento della letteratura: la stessa Autrice respingerebbe presto qualunque supervalutazione del suo talento.

Tilde ha voluto donarci questi racconti senza soverchie pretese, con la semplicità alla quale – lo ribadiamo – impronta la sua vita di tutti i giorni e che ha inteso trasferire anche in questo suo esordio letterario che, peraltro, fa da pendant all’impostazione palesemente culturale che distingue il visitatissimo blog “Cancello ed Arnone News” (da lei diretto con ammirevole scrupolo e grande passione), nonché alla sua interessante iniziativa che va sotto il nome di “Letteratitudini” (una sorta di amichevole salotto in cui, finalmente, la lettura di testi d’autore è privilegiata; un salotto in qualche modo “unico” ed originale nel nostro comprensorio del Basso Volturno e che merita d’essere frequentato, mentre va aprendosi ad ulteriori affermazioni e fortune).

Ebbene, alla lettura delle pagine di Tilde, è la Liala del suo primo romanzo, “Signorsì” (1895), che riemerge dai miei ricordi di scuola: Amalia Liana cominciò a scrivere per superare il dolore; Tilde, forse o certamente, ha deciso di scrivere per ridar nuova e verdeggiante linfa alla sua voglia di vivere e di sognare! E, se Gabriele D’Annunzio coniò per Amalia Liana lo pseudonimo che la rese famosa, così motivandolo “Ti chiamerò Liala perché ci sia sempre un’ala nel tuo nome”, nel mio piccolo mi sia permesso di associare il “sogno” di Tilde a quell’ala o, meglio, a quell’incalzante “colpo d’ala” di cui ciascun “sogno” chiede la spinta.

Il mondo fantastico di Liala era affollato di “eroine romantiche e trasgressive, di ambientazioni eleganti e sofisticate”; ella fu definita la “regina delle storie d’amore”. Tilde guarda invece alla realtà, alla sua realtà, ma non si priva e non ci priva dei battiti più forti del suo e del nostro cuore. I suoi personaggi sono quelli della propria famiglia e degli
amici e dei “conoscenti” che con lei hanno percorso o percorrono un tratto di strada. I contesti che descrive sono assolutamente normali, vicinissimi all’esperienza di tutti noi.

Eppure, dalle pieghe di tanta ordinaria dimensione partono i missili che sfrecciano verso il cielo, i sussulti di una spiccata sensibilità, le speranze per un domani veramente migliore.

Anche per tali ragioni, raccomandiamo la lettura di questi racconti alle persone di ogni età: agli adulti, per ritrovarsi in un salutare bagno di valori da riscoprire e rivivere ogni giorno; ai giovani, perché possano “semplicemente”, alla maniera di Tilde, imparare a credere nell’uomo, nella comunità sociale e…in Dio.

Raffaele Raimondo

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BELLISSIMA RECENSIONE DI ADELE GRASSITO

Ho bisogno di
sognare!

Matilde Maisto

“È tempo di portare i miei versi nelle strade”.
Mirabai (poetessa indiana)

“Ho bisogno di sognare!” questo il titolo della raccolta di
storie di Matilde Maisto ,raccolta che ci avvicina ad un
modo di scrivere limpido , scorrevole ,penetrante ma non
privo di momenti di grande riflessione sul “senso delle cose “
che sono fuori e dentro di noi.

Le donne in passato ed ancora oggi hanno scritto e scrivono
per soddisfare una propria insopprimibile esigenza personale,
per comunicare a se stesse e agli altri, per capire gli altri,
per il semplice ma nel contempo complesso piacere di
articolare in parole un pensiero, per conoscersi meglio, per
avanzare e far avanzare i propri ricordi, per recuperare i
ricordi, per allontanare le paure, per avere uno spazio
esistenziale proprio, per non cadere nelle maglie di una rete
strutturale passiva ed asettica che le donne non creano ,che le
donne non desiderano costruire ,che le donne non sentono parte
di loro stesse.
Le donne come ieri anche oggi scrivono per
rintracciare radici e trasmettere responsabilità civili e statuti
parentali da una generazione all’altra. Le donne hanno
accumulato un’eredità intergenerazionale, perché l’esistenza di
una donna come quella dell’uomo è costituita dalle esistenze
che le accompagnano, la storia di ognuno e di ognuna dà
senso a quella di tutti, si allarga a comprendere l’esistenza
di tutte quelle donne e quegli uomini che li hanno preceduti e
tutti quelli e quelle che verranno dopo di loro .

La scrittura delle donne offre perciò conservazione delle proprie radici e
profonda ed autentica conservazione della propria identità.
Le donne scrivono di quello che conoscono di più, di quello che
vivono quotidianamente, allora Matilde nei suoi racconti fa
scorrere la penna nelle pieghe dei propri ricordi, dei propri
viaggi, delle proprie immagini familiari restituendo al lettore
dei percorsi di scrittura dalle tonalità piene, luminose solo a
volte occupate da “polveri nebbie” di sospensione, parentesi che
permettono a chi legge di riprendere fiato e di riaprire la
propria mente ed il proprio cuore alla lettura successiva del
passo che segue.

Soggetti fondamentali in questi racconti tanti dalla
famiglia, al viaggio,il ritorno,uno sguardo attento e
scrupoloso all’intera dimensione del “cogliere di sé e degli
altri”,una reciprocità nel raccontarsi e nel raccontare che
passa dalle immagini a volte poetiche delle descrizioni alla
forte lucidità del logos , passaggi che benevolmente impongono
al lettore domande sui percorsi e cicli di vita .
Domande sottili e fragili la cui risposta non può essere immediata, non
può essere sostenuta solo dalla lettura dei racconti, ma ha
bisogno di un ulteriore momento di riflessione che possa
circoscrivere la propria interiorità.

Penso che nello scritto di Matilde vi sia :«Sostanzialmente nei confronti dell’ambiente
che la circonda un rapporto positivo, il suo voler essere donna
parte integrante di un universo affettivo che rappresenti
l’anello di unione in una realtà che nella sua frammentarietà
va alla continua ricerca dell’Unicum e dell’Unità». Negli
scritti di Tilde la dialettica ed il confronto sui grandi e
piccoli temi non passano attraverso lo scontro bensì attraverso
sistemi convergenti positivi.
Prima delle parole, prima dunque della narrazione scritta
troviamo la trasmissione orale che appartiene da sempre al
mondo femminile,il grande desiderio di esprimere forti
emozioni e sentimenti riesce a superare nel libro di Matilde
quella soglia “difficile ed inquietante” di scivolare nella
banalità , niente nei racconti di Matilde è banale, niente è
eccesso di descrizione, niente è esagerazione di contenuti.
I sentimenti della scrittrice e quindi i sentimenti di Matilde
interessano il lettore perché superano la propria dimensione di
vita per intrecciarsi alla dimensione esistenziale di chi legge
di chi resta attento a filtrare quei comuni sentimenti unici ed
esclusivi di cui l’autrice ci parla in modo accorato.

Mi piace quindi terminare ricordando le parole di Antonia
Pozzi quando dice: ”Oh le parole prigioniere che battono
furiosamente alle porte dell’anima”, la parola un’esigenza
insopprimibile che apre le porte dell’anima e la prepara a
viaggiare, la prepara a costruire percorsi di conoscenza con
noi stessi e con gli altri.

Le parole, quindi quelle del libro di Matilde, a volte fragili, a
volte inquiete, a volte silenti, a volte ribelli , a volte non
catalogabili, parole e narrazione che Tilde ci regala come un
suo “atto di amore”, come sua dichiarazione di esser donna.

Adele Grassito

 

 

COMMENTI A QUESTA RECENSIONE:

Il prof. Raffaele Raimondo dice: Cara Tilde,
ho appena finito di leggere, con molta attenzione malgrado l’ora, il testo della Grassito. E’ davvero una recensione stupenda, perché di ampio respiro, penetrante, storicamente e letterariamente attendibile, perfino cocciuta. Se puoi, fa’ giungere all’Autrice le mie sincere congratulazioni. Non solo mi piacerebbe leggere dell’altro di Lei.
Ora credo che dopo questa recensione tu sia vieppiù sollecitata a far conoscere la tua “opera prima” oltre Internet, cioè in cartaceo.
Prof. Raffaele Raimondo

 

Il prof. Paolo Mesolella dice:

AUGURI Matilde, ho appena pubblicato la recensione su Caserta24ore. Bella anche la copertina.
Prof. Paolo Mesolella

 

Matilde risponde:

Ringrazio vivamente i professori Raffaele Raimondo e Paolo Mesolella per la loro gentilezza.
Ringraziamenti sia personali che per conto della splendida prof.ssa Adele Grassito.

 

 

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Da: Cav. Nicola Paone
Oggetto: Grazie per la possibilità datomi

Corpo del messaggio:
Cara Dott.ssa Tilde, sebbene nulla mi dispiaccia tanto come dover esprimere pareri sulle opere di Autori o Autrici, le dirò che c’è davvero nei suoi versi una vena sostanziosa di lirismo ed una attenta e collaudata ipotesi di ricognizione che si fa sentire in quasi tutti i capitoli. Un esile abbandono,  lucido e raziocinante, acquista la capacità di svelare interiori infiniti”.
Ciò che io potrei aggiungere a tanti rinomati commenti e manifestazioni d’amicizia che prima di me hanno miniato  le sue opere, sarebbe solo superfluo. Esprimo gratitudine e mi onora il fatto  di avermi  voluto dare la possibilità di accrescere le mie conoscenze su di Lei dalle pagine del suo sito, la  prego di gradire i miei saluti con sincera amicizia.
                                                                                                Cav. Nicola Paone
Pres. Premio Letterario Internazionale  
  ” Tra le Parole e l’Infinito”

RISPOSTA

Gent.mo Cav. Paone, le sue parole mi riempiono di gioia e la ringrazio
infinitamente per il suo parere. Per me è veramente importante, conserverò
il messaggio alla stregua di un dono prezioso da custodire tra le cose più
preziose, una delle pagine più belle!
Se mi è consentito vorrei postare il suo messaggio tra le recensioni al mio
libro.
Resta inteso che a breve le farò avere tutto il materiale occorrente per
partecipare al XIII Premio Letterario Internazionale “Tra le parole e
l’infinito” e mi auguro che vada bene, ma naturalmente sarà quel che sarà,
in fondo l’essenziale è partecipare, “esserci sempre con la mente e con lo
spirito” questo è essenziale!
Grazie ancora ed a presto sentirla. Cordialissimi saluti
Tilde Maisto

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Da: Arianna <little_ari@hotmail.it>
Oggetto: passaggio da questo blog

Corpo del messaggio:
Buona sera, o ciao, visto l’ informalità che si utilizza sul web… Son approdata per caso nel tuo blog e sempre per caso ho trovato il tuo libro che incuriosita ho aperto e letto un pò… non ancora tutto 🙂 .. Sono una ragazza di vent’ anni che nelle prime pagine del tuo maniscritto ha ritrovato molti dei sentimenti suoi e della sua mamma, un pò “Chioccia”..hO 20 ANNI E IL PENSIERO DELLA MONOTONIA CHE POTREBBE GIUNGERE AD UN PUNTO DELLA MIA VITA MI SPAVENTA MOLTO…HO DA POCO INIZIATO UNA STORIA E INTANTO LE RELAZIONI AMICALI SI STANNO DISGREGANDO.. UN Pò PER IL TEMPO CHE PASSA, UN Pò PER GELOSIE ALTRUI..mi pareva brutto leggere e chiudere il blog senza neanche farti i complimenti e dirti che mi pari una bella persona.. sPERO DI RICEVERE UNA TUA RISPOSTA… cIAO

 

Ciao Arianna, sono molto felice che tu abbia trovato interesse per il mio
libro. In effetti i miei racconti sono rivolti a persone di tutte le età,
vuoi che siano delle “mamme chioccia” sempre in apprensione per i propri
figli (come me), vuoi che siano ragazzi giovani come te, che siano animati
da buoni sentimenti, che comprendano i valori della vita, anzi il senso
della vita stessa, che, a mio avviso, non è aspettarsi grandi cose, ma
vivere il quotidiano con sentimento, con il cuore ricco e gioioso perché
pieno di sogni, d’amore e di speranza.
Dici, che secondo te, io dovrei essere una bella persona, io ti ringrazio di
questo apprezzamento, ma vedi mi hai portata a pensare: che cosa vuol dire
per te essere una bella persona? E come puoi stabilirlo solo leggendo dei
racconti? Io potrei essere solo una persona che sa scrivere abbastanza bene
ed avere un cuore duro, non amare nessuno….! Veramente impossibile per me
che amo moltissimo la mia famiglia, mio marito ed i miei figli, che cerco di
avere una parola buona per tutto il mio prossimo, perché io sono
un’ottimista e voglio pensare che il mio amore sia degnamente ricambiato.
Lo so, potrei sembrare un poco ingenua con queste affermazioni, ma cara
Arianna, non è così in quanto ognuno riceve ciò che semina. Tu ad esempio
hai vent’anni, mi dici che hai appena iniziato una storia e le amicizie si
stanno esaurendo, allora il consiglio che ti posso dare io è vivi la storia
con fiducia ed amore e cerca di essere tu ad andare incontro agli amici, a
volte, senza rendercene conto, ci chiudiamo in noi stessi e poi pensiamo che
siano gli altri ad escluderci!
Se vuoi scrivimi ancora, mi farà piacere risponderti, ti auguro un buon week end
ciao Tilde

 

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 Da: Maria Antonietta <marian.gullo64@gmail.com>
Oggetto: Complimenti!

Corpo del messaggio:
Buonasera Matilde, le scrivo perchè sono entrata nel suo sito per puro caso e sono rimasta letteralmente affascinata. Inizialmente ho visto una foto che lei ha inserito del quale io qualche anno fa dipinsi un quadro, perchè la trovai su internet e mi ispirò! poi mi sono inoltrata e ho visto che splendida persona che è, e dalla foto le devo anche fare i complimenti perchè il suo volto è quello di una persona bella sì, ma soprattutto dentro, molto solare.
Abbiamo tanto in comune e la vorrei invitare se volesse a visitare il mio sito per constatare.
il suo libro mi è molto piaciuto, ho letto le pagine iniziali, ma l’ho scaricato per leggerlo tutto. Se non le dispiace inserirò sul mio sito tra i miei link preferiti anche il suo. La saluto cordialmente augurandole di rimanere sempre così impegnata e interessata a tutto ciò che la stimola e le piace. Felice sera
Maria Antonietta Gullo
Il mio sito è:
http://magutta.jimdo.com

 

Ciao Maria Antonietta, scusa il mio impatto confidenziale, ma credo che il
modo migliore per conoscersi sia evitare eventuali formalismi. Ti ringrazio
moltissimo per la tua e-mail e sono molto felice che ti piaccia il Cigno
Rosa ed il mio libro, in proposito mi piacerebbe conoscere le tue
impressioni quando lo avrai letto tutto. Grazie per i tuoi complimenti anche
per il mio aspetto fisico, sono molto lusingata dalle tue splendide parole,
ma io in realtà penso di essere una persona semplice e normale, come tante!
Piuttosto tu sembri una persona molto interessante, ho guardato un pò
affrettatamente il tuo sito e vi ho trovato tante cose belle, articoli
interessanti e professionalità  diramata verso diverse direzioni, per cui ti
rendo con gli interessi i complimenti, promettendoti che guarderò il tuo
sito con molta più calma, perché merita sicuramente molta più attenzione!
Per adesso ti ringrazio ancora e ti auguro una felicissima serata. A presto
Ciao Matilde

N.B. Se vuoi puoi consultare anche un altro mio portale informativo:
www.cancelloedarnonenews.com
         Puoi trovarmi anche su Facebook

 

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PREMIO “CONIO SCUDO DI BRONZO” A MATILDE MAISTO

 

 Il premio  è stato assegnato dalla Commissione Giudicatrice della XIII edizione del Premio Letterario Internazionale di Narrativa edita e inedita “Tra le parole e l’infinito” che  ha conferito il 10° Premio – Premio Conio Scudo di Bronzo, su 345 partecipanti.

La Maisto ha sottoposto all’esame della Commisione Giudicatrice, la sua opera prima “Ho bisogno di sognare” che si può scaricare, gratuitamente, dal sito “Il cigno rosa”

Il Premio ideato dal Cav. Nicola Paone, nasce nel 2000 per una cultura del terzo millennio vera  e per puro amore della parola. Nel 2008 ha ricevuto la medaglia d’argento, e nel 2011 quella d’oro rappresentativa dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

Il Premio, a tema libero, aperto ad autori italiani e stranieri,  prevedeva due categorie: Autori Affermati che avessero vinto un 1°, 2° o un 3° premio in altre manifestazioni, e Autori Esordienti.
Si partecipava con un componimento inedito di massimo 30000 battute, o con un libro di Narrativa edito, Romanzo, Saggio o Tesi di Laurea.
Gli Autori stranieri devevano inviare traduzione in italiano, dal francese o inglese, di un capitolo. Gli elaborati dovevano essere spediti entro il 31 maggio 2012.
Scopo dell’iniziativa è scoprire opere di autori italiani e stranieri e stimolare la lettura fra le giovani generazioni.

E dunque, anche la XIII edizione del Premio Letterario volge al termine. La serata  di gala di premiazione sarà officiata il 29 settembre 2012 alle ore 19,00, nel “Castello Giusso” di Vico Equense – Via XI Febbraio, 24 (80069), sarà una serata d’eccezione, con intrattenimenti musicali, a termine serata sarà offerto una cena buffet per tutti gli Autori e  ospiti  presenti, sarà consegnata a tutti i presenti gratuitamente l’antologia contenente i profili degli Autori Premiati.

 

Commenti a detta notizia:

Gent.ma Tilde
leggo con compiacimento dell’attribuzione del premio letterario alla tua pubblicazione. Mi felicito con te augurandoti di conseguire ancora nuovi successi e ripromettendomi di leggere, impegni permettendo, anche la tua seconda opera.
Franco Tessitore

Grazie Franco, sei sempre gentilissimo. Mi piacerebbe tanto ricevere da te
una recensione alle mie opere, ovviamente tempo permettendo.
Ti auguro un radioso week end e ti saluto con affetto e stima
Tilde Maisto

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Commenti da FB:

Michela Vigliotti: Buongiorno Matilde!!! Buona domenica e complimenti per il premio ricevuto!!! (Ho appena letto ..) !!!! ;)))))

Giuseppe Sangiovanni: Complimenti Matilde! Ad Majora Semper!

Maria Pia Sindoni: Complimenti ,lo leggerò con molto interesse !

Angela Perillo: Complimenti Tilde!

Antonio Maisto:  Che dire? Abbiamo una zia speciale. 🙂

Francesco Lenoci: complimenti

 Adele Grassito: io sono orgogliosa di aver recensito gli scritti complimenti matilde….
 
Festa dei Popoli Aversa:  siamo orgogliosi di avere Matilde Maisto come amica…..complimenti.
 
Francesco Lenoci: Se non si sogna . . .non si progetta. E se non si progetta. . . .non si realizza.
 
 
 Nicola Mozzillo Paolo Saracino: CONGRATULAZIONI!! :)))))
 
Anna Maria Raviele: congratulazioni…..! ad maiora…..
 
Evento Unico: Brava!
 
Fracesco Lenoci: Esprimi
in mezzo alla gente
una presenza gioiosa,
audace, intelligente
e propositiva.

Se ti dicono che afferri le nuvole,
che batti l’aria, che non sei pratico,
prendilo come un complimento.

Non fare riduzioni sui sogni.

(don Tonino Bello)
 
 Luca Gravante: Vivissimi complimenti per il premio ricevuto, sicuramente meritato.
 
Rocco De Rosa: Queste sono le cose belle della vita che danno forza e vigore ai nostri pensieri.
 
 Matilde Maisto: Grazie a tutti amici, siete splendidi ♥
 
Piace anche a: Giusy Fichele – Chiara Ianniello – Laura Giovanna Scamperti – Silvana Valenti – Sara Leone – Teresa Gentile – Teresa Petrarca – PinaManzo – Lucia Acchione – Antonio De Luca – Costanza Cirillo –